Continua la protesta dei diversamente abili di fronte all'Asl
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Ancora uno stallo per la riattivazione del contributo regionale chiesto dall'associazione Vita Autonoma

 

Uno stallo che non pare avere fine, quello fra l’associazione Vita Autonoma e l’Asl di Viterbo, che ieri si è sfogato in un secondo sit-in di protesta di fronte alla Cittadella della Salute. Presenti tutti i 26 disabili che non riceveranno più il contributo regionale, che veniva erogato dal 1979 attraverso l’Asl.

Prima del ’79 quelle stesse persone erano ospitate all’interno di Villa Immacolata, ma grazie a un progetto specifico era stato permesso loro di essere inseriti in case famiglia. Un’opportunità che negli anni ha dato modo ai 26 diversamente abili di vivere in maniera autonoma e, spesso, di crearsi una famiglia. La Regione, infatti, contribuiva a metà della retta di Villa Immacolata, il che permetteva loro di vivere più serenamente, ma ora quei soldi non arriveranno più.

Nulla di fatto anche per il sit-in di ieri. Dall’Asl hanno infatti fatto sapere che finché la Regione non autorizza, non si può pagare nulla. L’associazione continua la protesta di fronte alla Cittadella, sperando che qualcosa possa smuoversi.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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