Contardo "stritolato" dal verde, quello dell'erba e del partito
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VITERBO - Acque limacciose intorno a Enrico Maria Contardo. L'assessore al Verde è finito sotto schiaffo con l'esplodere della primavera. Non c'è viterbese che almeno una volta al giorno non tiri in ballo il suo nome. 

VITERBO – Acque limacciose intorno a Enrico Maria Contardo. L’assessore al Verde è finito sotto schiaffo con l’esplodere della primavera. Non c’è viterbese che almeno una volta al giorno non tiri in ballo il suo nome. 

Succede a chi frequenta i parchi cittadini, agli amanti delle camminate, a chi si trova a scegliere tra rischiare camminando sulla strada o fare Indiana Jones su alcuni marciapiedi. E il telefono dell’assessore squilla e squilla perché tutti hanno da lamentarsi dello stato in cui versa la città dal punto di vista dell’erba. Uno stillicidio che è benzina per chi dentro al partito vorrebbe dare un po’ di movimento e magari fa già parte di qualche manovra per il cambiamento. 

Defenestrare Contardo infatti aprirebbe un posto in giunta e magari qualcuno tra i leghisti seduti tra i banchi della sala d’Ercole ci sta pensando. Così per il mite Contardo c’è un doppio problema verde: quello dell’erba e l’altro dei leghisti. 

E le voci che si inseguono raccontano anche di un allargamento del Carroccio in consiglio, con il possibile arrivo dalle squadre alleate. Per Contardo non è il primo momento di difficoltà. In chiusura d’anno forte era stata la tensione tra lui e il sindaco Giovanni Arena, che era arrivato a rimuoverlo da vicesindaco. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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