
VITERBO – Verde pubblico, partecipate, termalismo, bilancio. Tre mondi importanti per il capoluogo della Tuscia dove è più facile rimanere insabbiati nel nulla e nel vuoto che portare a casa risultati. Perlomeno risultati clamorosi.
Contardo non sarà stato un dio ma qualcosa ha cercato di fare, ha tentato di stare sul pezzo e sgomitare un po’. Sul fronte termalismo non ha fatto miracoli ma è riuscito a mettere in fila qualche passo. Ha portato in porto la chiusura del pozzo San Valentino, questione aperta dall’era Michelini, definito la chiusura delle Zitelle e liberato acqua per spianare la strada alla rinascita delle ex Terme Inps.
Sul verde ha dato una scossa di prospettiva e riportato al centro Pratogiardino.
Le partecipate, tasto storicamente dolente, sono state seguite dal fu assessore. Su questo versante l’azione curata da Contardo è stata il mettere ordine, semplificare, portare a chiusura l’inutile e cercare di efficientare Francigena. Viterbo ha venduto le azioni dell’Interporto di Orte e sul versante tpl è stato operato uno svecchiamento strategico e importante dei mezzi.
Certo i problemi, tanti, restano e l’erba cresce rigogliosa. Tutte cose vere anche nel 2020 e nel 2019. Siamo pronti a scommettere che continueranno a essere vere anche nel 2021 e negli anni a seguire purtroppo. Contardo o non Contardo.


















