Contardo (Lega): "Una crisi comunale creata ad arte. Altro che erba alta io colpevole di lesa maestà"
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VITERBO - La sua colpa? La peggiore possibile: il reato di lesa maestà. Come lo stesso Contardo lo racconta e La Fune aveva anticipato raccontando il retroscena dell'intera vicenda. 

VITERBO – “Una crisi comunale creata ad arte”. Così Enrico Contardo etichetta quanto accaduto negli ultimi giorni e che lo vede nell’occhio del ciclone. 

La sua colpa? La peggiore possibile: il reato di lesa maestà. Come lo stesso Contardo lo racconta e La Fune aveva anticipato raccontando il retroscena dell’intera vicenda. 

“Uno schema che ripete pedissequamente quanto già accaduto all’Assessore Claudia Nunzi, defenestrata in men che non si dica nonostante le sue comprovate capacità e doti gestionali: per risolvere problemi meramente politici si mette in crisi la giunta comunale – così l’ormai ex vicesindaco -. Questa pantomima, mascherata dalla improvvisa perdita di fiducia nei miei confronti per questioni amministrative, è solamente una vera e propria resa dei conti, a cui alcuni si sono prestati volentieri.

La storia inizia con le nomine da parte del Coordinatore Regionale Lazio, Claudio Durigon, dei Coordinatori Provinciali di zona nelle persone di Giulivi ed Evangelista e del Responsabile Provinciale degli Enti Locali, Giovanni Congedi.

Quest’ultimo ricopre anche la carica di responsabile per la provincia di Viterbo dei Giovani della Lega, e fa parte del gruppo dell’On. Andrea Crippa che dei giovani leghisti è stato Responsabile Nazionale e oggi Vice Segretario Nazionale Lega Salvini Premier.

Nei primi giorni di maggio Crippa decide di venire in visita a Viterbo per incontrare i rappresentanti delle Associazioni di Categoria ed incarica Congedi di organizzare questi incontri il 7 maggio. Congedi si rivolge a me per contattare le Associazioni di Categoria e visto che me lo chiede uno dei tre nominati dal partito, telefono ed organizzo due incontri per la visita dell’On.Crippa, uno presso Confagricoltura l’altro nella sede di Unindustria.

E qui, inizia il dramma. Comincio a ricevere una serie di telefonate da molti colleghi di partito che con modi, non sempre garbati, mi fanno capire che l’iniziativa era particolarmente sgradita ai vertici locali della Lega non proprio in linea con la corrente interna del suddetto Onorevole. Difatti l’iniziativa viene inspiegabilmente annullata e subito dopo inizia nei miei confronti una sorta di isolamento. In pratica quello di cui mi sono macchiato è il terribile delitto di lesa maestà”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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