Contardo: “Biogas, si valutino i rischi per la salute pubblica e l’impatto ambientale”
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VITERBO - Il vicesindaco Enrico Maria Contardo esprime perplessità in merito alla realizzazione dell'impianto a Grotte Santo Stefano

VITERBO – L’ubicazione dell’impianto in prossimità del centro abitato di Grotte Santo Stefano solleva molti dubbi.

Sia sull’impatto che questo potrebbe avere sulla viabilità, ma soprattutto sulla qualità della vita dei cittadini.

Preoccupa la vicinanza a punti nevralgici della frazione, le prime abitazioni distano 350 metri, gli impianti sportivi 900 e 1250 metri l’istituto scolastico.

Sono chiaramente a favore delle energie rinnovabili, ma sempre nel rispetto della salvaguardia della salute dei cittadini. Ho incontrato alcuni rappresentanti del comitato che si è costituito per tutelare l’ambiente e il territorio grottano.

In qualità di vicesindaco mi impegnerò affinché tutti gli organi preposti valutino attentamente i rischi per la salute pubblica e l’impatto ambientale di questo tipo di impianti.

Perché la qualità dell’aria che respiriamo rappresenta un indice di benessere molto importante per il cittadino.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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