Consulte: immigrazione sì, cultura no
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“Non capisco perché faccia così paura la consulta per la cultura – ha detto De Dominicis – sembra che cercano di non farla passare. Si vede che li stiamo mettendo in difficoltà”

Consulta sì, consulta no. Sì per quella all’immigrazione, no per quella alla cultura. Il consiglio comunale nei giorni scorsi ha deciso di indicare la consulta dell’immigrazione proposta dal gruppo consigliare di SEL tramite il capogruppo Paolo Moricoli come indispensabile dando il via libera alle procedure per la stesura dell’eventuale regolamento e l’effettivo inizio, a lavori, terminati, della consulta stessa. La procedura, è complessa e prevede proprio questi diversi passaggi. Semplificando prima va indicato che la consulta deve essere prevista. Poi va discussa e regolamentata.

Tornando a noi, approvata quella sull’immigrazione il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis, ha chiesto di procedere con la stessa formula per quella alla cultura, già all’ordine del giorno, ma più avanti in scaletta. Una anticipazione che non è stata accettata dalla maggioranza. “Non capisco perché faccia così paura la consulta per la cultura – ha detto De Dominicis – sembra che cercano di non farla passare. Si vede che li stiamo mettendo in difficoltà”. Un atteggiamento quello della maggioranza che, nonostante le aperture di Delli Iaconi, ha mostrato spesso di non gradire troppo lo strumento.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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