Consulta del Turismo? L'augurio è che la selezione dei membri sia in base alle competenze
Foto Francesco Mattioli
800 Monastero
VITERBO - Che la selezione dei suoi membri segua solo il principio della competenza e dell’esperienza, e non della spartizione delle rappresentanze.

di Francesco Mattioli

VITERBO – Che il Comune di Viterbo intenda istituire una Consulta del Turismo è una bella notizia; sempre che questa Consulta abbia la possibilità di indicare e far rispettare le priorità che valuta come strategiche per lo sviluppo della Città.

Negli anni Sessanta un imprenditore viterbese sosteneva che senza industrie Viterbo sarebbe stata condannata a rimanere un “ridente centro agricolo” estromesso dalle direttrici della crescita economica di quei tempi. Altri tempi, appunto. La vocazione di Viterbo era un’altra, ma dovevano maturare le condizioni: della valorizzazione della cultura, del tempo libero, di una scolarizzazione sempre più alta, di una montante voglia di conoscenza e di un consumismo non solo di massa, ma di qualità.

Così Viterbo si scoprì città medievale quasi intatta nei suoi palazzi gentilizi e nelle sue mura; centro termale; teatro di uno spettacolo di devozione sacra incommensurabile; polo di un richiamo storico, culturale e paesaggistico che spazia dagli etruschi al rinascimento, dal mare ai laghi ai monti e ai boschi intatti; luogo di tentazioni enogastronomiche genuine.

Un’offerta che sebbene crescente, non è stata ancora valorizzata appieno perché sono mancati un rafforzamento delle competenze comunicative e narrative, un’immaginazione creativa, una razionalizzazione delle strategie di informazione e di promozione, di fronte a una concorrenza spietata che non ammette debolezze, ritardi, errori.

La creazione di una Consulta del Turismo, che se non sia solo un consesso di persone di buona volontà la cui funzione propositiva si ferma un palmo prima che sia la politica a decidere, ma un organo dotato di una autorevolezza di merito, di competenze maturate sul campo ma anche di quelle fornite dalle discipline socioeconomiche, può indicare una svolta nelle vocazioni e nei destini di questa Città. Che la selezione dei suoi membri segua solo il principio della competenza e dell’esperienza, e non della spartizione delle rappresentanze.

Auguri.

 

 

CNA 800x120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
monastero interno
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
domenicale post
asvis 2
aiac_banner_01
POST FB 01
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni