
L’assessore regionale Lidia Ravera rende omaggio alla biblioteca Anselmo Anselmi. E’ accaduto nella mattinata di ieri, quando il commissario Paolo Pelliccia si è ritrovato una gradita sorpresa da accompagnare sotto braccio in visita a uno dei luoghi sicuramente più interessanti di Viterbo.
Soprattutto per una persona di cultura come la Ravera. E infatti è rimasta stregata. “Splendore”, questa la parola sintetica che le è uscita dalle labbra. Per l’assessore “un posto come questo non può chiudere e deve essere tutelato”. In Regione si stanno muovendo per trovare una quadra su come intervenire a sostegno del Consorzio. L’assessore e il commissario hanno parlato a lungo, Pelliccia le ha anche mostrato due interessanti plastici: uno riguarda il progetto di portare le biblioteche nell’attuale caserma dei vigili del fuoco alla Pila; l’altro la riqualificazione di Palazzo Santoro (Biblioteca Ardenti). Il commissario si dichiara soddisfatto della visita sincera della Ravera.
Una visita che non è un caso. Il Consorzio Biblioteche del capoluogo della Tuscia è un posto di cui si parla. Ne parlano negli ambienti romani, ma anche in altre parti d’Italia. E’ chiaro in mente a scrittori, giornalisti e politici importanti. Anche di fronte alla crisi, che ha ammazzato e sta ammazzando molti, ha dimostrato un carattere e una natura al passo con questi tempi.
Paolo Pelliccia ha con un futuro balordo per l’ente un atteggiamento di non resa e di sfida. Rilancia, con gli occhi dritti e il fuoco della scommessa ragionata dentro. Nonostante il venire meno dal bilancio annuale dei 500mila euro della Provincia, uscita di fatto dal Consorzio per effetto della legge Delrio, i libri continuano a essere aggiornati come prima, aumentano i tesserati (50 nuovi in questo ultimo mese) e tra venti giorni apre un nuovo spazio dedicato alle arti dello spettacolo.
C’è un uomo al comando, che si gioca le amicizie personali e i rapporti con tanti nomi della cultura, del giornalismo e dell’arte, c’è una squadra di gente che ha capito il vento nuovo che soffia, c’è la convinzione che l’unica cosa che può salvare la situazione è lavorare per essere un’eccellenza. E tanti nomi della letteratura, del giornalismo, della cultura italiana vengono ogni anno in biblioteca, a gratis.
La strada è quella buona, basta continuare a camminarci sopra.


















