Consorzio Biblioteche, la Fondazione Carivit dona 5mila euro per l'acquisto di nuovi libri
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La Fondazione Carivit vicina al Consorzio biblioteche. Donati 5mila euro per l'acquisto di nuovi libri.

C’è un punto di luce nel sistema grigio della cultura viterbese. Un universo fatto di tante chiacchiere e di troppa politica, da qualche anno a questa parte. Il faro in questione è il Consorzio biblioteche, che in silenzio e con grande cura ha lavorato bene in questi anni.

Forse uno dei pochi casi di ente che ha lavorato davvero, sapendo comprendere lo spirito dei tempi nuovi che stiamo vivendo. E il Consorzio non è da solo, la crisi di risorse dell’ente – determinata dal venir meno del socio Provincia di Viterbo, per le vicende conseguenti alla riforma Delrio – impedirebbe l’acquisto di nuovi libri. Ma questo non sta accadendo per il sostegno di tanti privati cittadini e realtà come la Fondazione Carivit, che ha donato di recente 5mila euro, proprio per l’acquisto di nuovi volumi.

Il ringraziamento del commissario del Consorzio Paolo Pelliccia

“Attraverseremo quest’aria scura con le braccia aperte”. Cita Scott Fitzgerald il commissario straordinario Paolo Pelliccia per definire il momento di difficoltà che il Consorzio delle biblioteche sta vivendo. Tradotto: non ci lasceremo travolgere senza muovere un dito. Il piglio giusto.

Un piglio che trova appoggi sulla parete rocciosa che si sta faticosamente tentando di scalare dopo la soppressione delle Province che ha, di fatto, messo a repentaglio l’esistenza del Consorzio. Dopo cittadini, imprenditori e sindacati, che meno di una settimana fa hanno espresso tutta la loro perplessità per la disgregazione di un ente diventato punto di riferimento sociale e culturale, è scesa in campo la Fondazione Carivit guidata dal professor Mario Brutti che nei giorni scorsi insieme al consiglio direttivo, ha stanziato cinquemila euro per l’ampliamento del patrimonio librario, aggiornato ormai solo grazie la solidarietà e la vicinanza dei cittadini.

Un segnale forte che sottolinea da una parte la volontà di dar linfa ad un progetto che in tre anni si è conquistato il plauso di alcuni tra i più importanti intellettuali italiani, dall’altro l’attenzione della Fondazione Carivit verso l’universo culturale locale nella certezza della bontà dell’investimento.

“Gesti del genere devono essere portati all’attenzione della cittadinanza – dice Pelliccia – .La difesa del Consorzio è anche la difesa del territorio, bisognerebbe fermarsi a riflettere sull’universo che gira intorno alla cultura e sulle potenzialità di sviluppo che è in grado di esprimere in ogni ambito. Ringrazio il professor Brutti e tutti il consiglio per la sensibilità e l’attenzione che c’è stata dedicata, per altro mai mancata nel corso di questi anni. Attestati di stima e fiducia come questo sono lo stimolo per continuare ad andare avanti perché, e lo ripeto, la biblioteca non ce la faremo chiudere”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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