Consiglio straordinario sulle misure anti Covid-19 per il rilancio di Viterbo. Interesse per capire cosa ha in mente l'amministrazione Arena
Consiglio provinciale
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VITERBO - Per fare una città servono le idee. Potrebbe essere questa una buona parafrasi della nota canzone che afferma come "per fare l'albero ci vuole il seme".

VITERBO – Per fare una città servono le idee. Potrebbe essere questa una buona parafrasi della nota canzone che afferma come “per fare l’albero ci vuole il seme”.

Appuntamento, questa mattina ore 9.30, con la storia. Sì perché il consiglio comunale convocato dal presidente Stefano Evangelista non è banale. Ce lo dice anche la location: non più la sala d’Ercole ma la sala Benedetti di Palazzo Gentili. Questo per consentire il rispetto del distanziamento sociale.

Ma a rendere questa seduta speciale, si tratta ricordiamolo di un consiglio straordinario, è il tema trattato. In buona sostanza la domanda a cui si dovrà dare risposta suona così: cosa farà Viterbo per affrontare l’emergenza Covid? Non tanto, naturalmente, l’emergenza sanitaria ma piuttosto quella economico-sociale strettamente connessa.

Se fossimo stati alla guida della città ci saremmo presentati all’appuntamento con un progetto dettagliato, costruito in questi difficili mesi di silenzio. Avremmo messo al centro temi centrali come il sostegno al tessuto produttivo (non solo assistenziale ma anche di ricostruzione strategica), presentato una nuova politica culturale, un piano per le famiglie e l’intenzione di fare del capoluogo della Tuscia una città parco (e qui torniamo a battere anche sull’Arcionello, di cui diremo altro nei prossimi giorni). 

Non sappiamo cosa presenterà l’amministrazione del sindaco Arena, a cui riconosciamo di avere gestito con fermezza e presenza del sindaco la fase dell’emergenza. Ora però Arena e i suoi sono chiamati a cambiare passo e dare il massimo, per essere all’altezza e dare le risposte per il futuro di cui Viterbo ha bisogno. Pena il lento, progressivo, inesorabile declino. 

Una cosa la conosciamo di questa mattina: il piano delle opposizioni. Contiene, va riconosciuto, elementi che ci piacciono molto. Ci piacciono poco quelli più prettamente assistenzialisti, anche se in questa fase li riconosciamo necessari, ma interessa parecchia per esempio l’idea di investire 2 milioni e mezzo per costruire in città l’attrattore Palazzo dei Priori e rilanciare una scommessa sulla Viterbo turistica. Certo ne approfitteremmo, se decidessimo qualcosa, per rispolverare dai cassetti del Comune una serie di project financing sui parcheggi. Perché o si inizia a muovere il più possibile o si muore di inedia. 

Non ci resta che guardare. La seduta potrà essere seguita via streaming sul canale istituzionale YouTube, raggiungibile attraverso il seguente link https://www.youtube.com/channel/UCtbHY10010raSHp1RuUswJw oppure collegandosi al sito istituzionale www.comune.viterbo.it sezione Servizi online > streaming consiglio comunale.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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