Consiglio straordinario sulla crisi destinato a saltare per mancanza del numero legale
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VITERBO - Le schiarite di queste ultime ore rendono ancora più insensato, dal punto di vista della maggioranza, il confronto. Che si tramuterebbe di fatto in un'occasione per le minoranze di infierire contro l'era targata Giovanni Arena. Così, per non prestare il fianco, chi ha più esperienza avrebbe consigliato ai compagni di viaggio (anche a quelli ritrovati) di giocare di tattica e non presentarsi nella sala d'Ercole.

VITERBO – Gli scommettitori sono pronti a puntare tutto sul nulla di fatto in cui finirà il consiglio comunale straordinario sulla crisi della maggioranza convocato per questo pomeriggio. Non tanto perché mancherebbero argomenti, anzi le opposizioni ne hanno di molti, ma piuttosto a venire meno dovrebbero essere i numeri.

Le schiarite di queste ultime ore rendono ancora più insensato, dal punto di vista della maggioranza, il confronto. Che si tramuterebbe di fatto in un’occasione per le minoranze di infierire contro l’era targata Giovanni Arena. Così, per non prestare il fianco, chi ha più esperienza avrebbe consigliato ai compagni di viaggio (anche a quelli ritrovati) di giocare di tattica e non presentarsi nella sala d’Ercole.

Il confronto in Senato tra Umberto Fusco della Lega e Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia sembra avere disteso il clima. Su cui già da ieri aveva influito fortemente l’intervento del consigliere meloniano Vittorio Galati, portatore del ramoscello d’ulivo in seno alla maggioranza e fautore oggi del dialogo.

Arena ora sta ipotizzando una mediazione tra i due partiti, soddisfacente per entrambe le parti contrapposte. E non vuole certo rischiare un’acidificazione dell’ambiente che sta diventando favorevole alla ricucitura. Motivo per cui il consiglio straordinario è visto come fumo negli occhi. Le opposizioni sembrano quindi destinate a rimanere a bocca asciutta. Non rimane che attendere. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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