
VITERBO – Consiglio straordinario sul Rocchi, i tifosi gialloblu lanciano un messaggio potentissimo e danno prova di grande maturità sottraendosi alle strumentalizzazioni politiche e mettendo al centro un’unica cosa: l’amore per la Viterbese.
E da innamorati sono andati dritti al punto, mettendo in fuori gioco dal primo minuto chiunque poteva pensare di trasformare la difficile situazione che sta vivendo il calcio viterbese in un manganello per colpire il sindaco Frontini. “Non entriamo nel gioco della strumentalizzazione politica. Dobbiamo guardare al futuro con animo costruttivo”, queste le parole di Paola Piacentini (in rappresentanza dei tifosi) che hanno risuonato in sala d’Ercole.
La voce del tifo gialloblu legge un messaggio chiaro per la sindaca: “Chiarite se il Comune ha chiesto la piena titolarità del Rocchi alla Regione Lazio. Se non è stato fatto fatelo presto. Qui il calcio è sparito per colpa del Comune. Varate subito il bando per la gestione pluriennale del Rocchi e del Pilastro. Fate il bando subito e vediamo chi ha a cuore il calcio a Viterbo. Il silenzio di quei campi, da mesi senza cura e controllo, ci colpisce nell’animo”.
Poi ha continuato: “La Viterbese è un sentimento che merita rispetto e su questo non ci potete ignorare. La nostra squadra è la Fc Viterbo. Vogliamo indicarvi, suggerire una strada tutti insieme. Sono impianti a noi cari quelli che stanno andando in malora”.
La tifoseria ha voluto tracciare una linea, volendo guardare oltre al passato e a quanto è accaduto e che ha di fatto “ucciso” le domeniche al Rocchi: “Abbiamo chiesto di venire in questa sede per fissare un punto da cui ripartire e guardare al presente. Noi vogliamo non fare morire i colori gialloblu e il campo Rocchi e quello del Pilastro. Aronne comprenda che il Rocchi è nato per ospitare il calcio. Vanno rispettate le tempistiche di questo sport. Dovete iniziare a programmare interventi per il ripristino del manto erboso del Rocchi. Smettetela con questa sciocchezza della casa dello sport, è impossibile ospitare al Rocchi più discipline sportive in contemporanea. Lo stadio non è un parco giochi, è casa nostra e sta andando in malora”.
Ha poi parlato, sempre in rappresentanza dei tifosi, l’avvocato Luca Mecarini: “Sbrigatevi, uscite dall’impasse in cui siete caduti e rifate del Rocchi la casa della Viterbese, che per intenderci non è certo quella di Romano. Se il dibattito dovesse trasformarsi in una guerra delle accuse tra le parti politiche ma non a risolvere tale fatto sarebbe più grave della vostra stessa inerzia (della maggioranza e dell’opposizione). Quanto c’è oggi è attribuibile a chi non ha fatto adesso e chi ha fatto male prima”.
“I tifosi della Viterbese hanno chiara la situazione. Hanno avuto orecchie per sentire, occhi per vedere e testa per pensare – ha continuato Mecarini – Abbiamo chiaro il tentativo di strumentalizzazione della situazione da parte di qualcuno, l’unica cosa che ci muove è la volontà di rivedere giocare la Viterbese al Rocchi. I tifosi della Viterbese hanno apprezzato le scelte da lei fatte per chiudere il rapporto con chi ha dimostrato di sapere solo calpestare la nostra storia sportiva. Quella decisione è e sarà per noi un suo legittimo atto di orientamento con cui ha saputo pienamente cogliere i sentimenti e la volontà dei cittadini. Di questo la ringraziamo. Poi però sono arrivati i problemi e la stasi che si è creata e soprattutto la sua volontà di intraprendere impervi percorsi. Lo stadio Rocchi non deve essere un parco divertimenti, il Rocchi è ed è sempre stato il tempio della Viterbese. Dare il Rocchi alla qualunque sarebbe come trasformare l’aula consigliare in un luogo per riunioni di condominio”.
I tifosi hanno parlato il linguaggio della concretezza, non risparmiando critiche sensate tanto all’azione del sindaco quanto all’assessore allo Sport Emanuele Aronne. “Domando come avete potuto permettere che il Rocchi e il Rossi finissero nello stato vergognoso in cui vertono – ha continuato Mecarini -. Sul Rocchi al massimo oggi ci si possono cogliere le patate”. Quindi anche un passaggio sul possibile danno erariale per l’ammaloramento delle due strutture sportive.


















