Consiglio straordinario sul Covid-19, tutte le idee rimangono sul tavolo
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VITERBO - A Palazzo Gentili Palazzo dei Priori decide di tenere di fatto congelata la discussione e quindi la decisione su come la città andrà ad affrontare l'emergenza economica e sociale impostata dalla pandemia Covid-19.

VITERBO – A Palazzo Gentili Palazzo dei Priori decide di tenere di fatto congelata la discussione e quindi la decisione su come la città andrà ad affrontare l’emergenza economica e sociale impostata dalla pandemia Covid-19.

Il consiglio straordinario di ieri è servito a vedere tutte le idee e le prospettive, con un fiorire di ordini del giorno. Tutti contenenti spunti e valutazioni più o meno interessanti. La maggioranza ha presentato un proprio piano d’intervento, così il gruppo composto da Pd, area civica collegata e Movimento Cinque Stelle, un ordine del giorno è arrivato anche da Chiara Frontini e da Luisa Ciambella. 

La seduta, in forma mista (alcuni consiglieri in sala Benedetti e altri collegati via web), è andata avanti per l’intera mattina, per poi essere ripresa nel pomeriggio. Alla fine tutti gli ordini del giorno sono stati approvati all’unanimità, con astensione della controparte al momento del voto.

Un’impostazione dei lavori di consiglio che non è piaciuta a qualche consigliere. Il pensiero di fondo, argomentato dal capogruppo di Fdi Luigi Maria Buzzi, è stato il seguente: “Così facendo lasciamo alla giunta uno spazio di manovra più ampio e soprattutto rispettiamo il lavoro di tutti i gruppi, fatto nell’interesse della città”.

In buona sostanza in diversi consiglieri, in realtà, non ritenevano dall’inizio utile un consiglio straordinario in questa fase, visto che ancora non è definito il bilancio e mancano all’appello informazioni importanti come i trasferimenti dello stato verso i comuni per dare sostegno in questo momento particolarmente complesso e difficile. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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