
Consiglio comunale non-sense. Non sarebbe stato concesso un minuto di silenzio per ricordare la morte dei due giovani che coinvolti nell’incidente di sabato notte a Viterbo-sud nei pressi dello svincolo della superstrada. Il fatto è stato raccontato su Facebook dal consigliere di Viterbo2020 Chiara Frontini che avrebbe chiesto in privato di dedicare un pensiero ai due giovani. Tutto regolare invece per quanto riguarda il minuto di silenzio dedicato all’ex consigliere Signorelli venuto a mancare questa mattina. Chiara Frontini lascia uno sfogo sulla vicenda su Facebook, uno sfogo che condividiamo. Sembra infine che durante la chiamata del minuto di silenzio per Signorelli il presidente abbia fatto una apertura sulla dedica ai due giovani. Quel che rimane è che ci sembra inutile fare dei bizantinismi su una questione così delicata.
Il post di Chiara Frontini
“In Consiglio, non appena saputo del decesso di Giulio Signorelli, già Consigliere Comunale, è stato richiesto un minuto di silenzio. Questa mattina anche io l’avevo chiesto per Paolo e Andrea e mi era stato negato perché le vittime della strada sono molte e non è possibile fare un minuto di silenzio per tutti.
Premesso che le morti sono tutte ugualmente dolorose ed hanno tutte la stessa dignità, credo che la politica debba riflettere MOLTO, MOLTO MOLTO di più quando un ragazzo di vent’anni muore sulla strada, magari dopo aver bevuto troppo, o dopo aver fatto uso di sostanze, dopo la discoteca, o per eccessiva velocità o per chissà cosa, che quanto un uomo di mezza/avanzata età decede per malattia o vecchiaia.
Perché se la vecchiaia non la si può fermare e la malattia, ahimè, talvolta è fatale e non possiamo farci niente, ai nostri ragazzi possiamo e dobbiamo offrire un’alternativa alla discoteca, all’alcol, alla droga e alla cultura dello sballo. Su questo bisognerebbe riflettere in questo minuto di silenzio: su quanto queste maledetti morti si potevano evitare, su quanto abbiamo o non abbiamo fatto e possiamo fare in futuro per dare una prospettiva a questa generazione”.


















