Consiglio comunale, la maggioranza Michelini non c'è
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Manca il numero legale e la seduta del consiglio comunale salta. Accade a Viterbo e la scena sembra destinata a ripetersi all'infinito, almeno in prima convocazione. Ragione per cui l'amministrazione Michelini, con ogni ragionevolezza, potrà far funzionare il consiglio solo in seconda.

Manca il numero legale e la seduta del consiglio comunale salta. Accade a Viterbo e la scena sembra destinata a ripetersi all’infinito, almeno in prima convocazione. Ragione per cui l’amministrazione Michelini, con ogni ragionevolezza, potrà far funzionare il consiglio solo in seconda.

Chiamatelo, se volete, effetto “Viva Viterbo”. Dopo l’uscita dalla maggioranza di Filippo Rossi e Maria Rita de Alexandris i numeri a disposizione di Michelini sono ridotti all’osso. Basta un’assenza per non rendere possibile lo svolgimento di consigli in prima convocazione.

La seduta di oggi aveva all’ordine del giorno le interrogazioni, ragione che lasciava pensare a una garanzia del numero legale da parte delle opposizioni. Ma queste ultime hanno deciso di non fare sconti o regali a Michelini e i suoi, quindi sono uscite dall’aula. Il conto dei rimasti, “gli ultimi micheliniani”, si è quindi fermato a quota 16. Sindaco compreso.

Da qui il mantra della De Alexandris, che non perde l’occasione per sottolineare un concetto lapalissiano: “L’assenza di Viva Viterbo si sente”. Ora la capigruppo dovrà riconvocare i consigli, oltre a quelli del 22 e 29 giugno previsti in seconda convocazione. In questo caso bastano 11 consiglieri, anche se scendere sotto ai 15 significherebbe venire “infilzati” a ogni voto dalle minoranze.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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