Consiglio comunale ad alto nervosismo. Esattorie, referendum dell'acqua ed Rsa portano i viterbesi in aula
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Clima piuttosto nervoso, che ha reso necessaria la presenza di diverse unità di polizia locale.

Decine di viterbesi hanno deciso di essere presenti all’ultimo consiglio comunale. Clima piuttosto nervoso, che ha reso necessaria la presenza di diverse unità di polizia locale.

Una cinquantina, forse più, i cittadini che hanno presidiato la seduta. Un numero importante, che ha creato qualche apprensione anche tra i consiglieri comunali. A portare così tante persone a Palazzo dei Priori una serie di problematiche non risolte e piuttosto serie: Rsa, personale ex Esattorie e interessati alla questione del referendum popolare sull’acqua.

Su quest’ultimo punto, l’unico all’ordine del giorno il consiglio ha dato una risposta. La vicenda del referendum va risolta entro il 28 febbraio. Prima di essere affrontato dal consiglio però il tema deve essere licenziato in prima commissione. Per questo è stata indetta per questa mattina alle 10. Prima dovrà essere eletto il presidente e poi si potrà discutere l’argomento.

Se dovesse essere trovata una quadra domenica il consiglio dovrebbe riunirsi per prendere una decisione sul referendum. Ma la partita appare piuttosto complicata.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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