Conservatorio Briccialdi a Viterbo, l'assessore Antoniozzi: “Si lavora per concretizzare il progetto in vista del 2026”
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VITERBO - "La presenza di una istituzione di alta formazione artistica e musicale è cruciale per la crescita artistica e culturale della comunità e fondamentale per il nostro percorso verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033".

VITERBO – Apertura di una sede distaccata del Conservatorio Briccialdi di Terni a Palazzo Gallo, a Bagnaia: si lavora per portare a compimento il progetto in vista del 2026. A fornire aggiornamenti è il vicesindaco e assessore alla Capitale della Cultura Alfonso Antoniozzi che, dopo l’approvazione della delibera di indirizzo per l’avvio della procedura (gennaio 2025), torna sull’argomento e spiega: “Il ministero dell’Università e della Ricerca ci ha informati dell’impossibilità di ultimare la procedura nell’anno corrente, visti i lavori di ristrutturazione che, alla data odierna, continuano a interessare Palazzo Gallo.

È opportuno costruire con il ministero un rapporto sinergico e lavorare in collaborazione con gli uffici, al fine di ottemperare a tutte le azioni che dovranno corredare l’istanza di attivazione. Anche grazie a questo approccio condiviso – continua l’assessore Antoniozzi – sarà possibile evitare ritardi nella fase amministrativa del procedimento e consentire al ministero di procedere alla verifica di tutti i requisiti necessari.

La presenza di una istituzione di alta formazione artistica e musicale – aggiunge l’assessore – è cruciale per la crescita artistica e culturale della comunità e fondamentale per il nostro percorso verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033. Per questo, in accordo con il Conservatorio Briccialdi di Terni, siamo ancor più motivati a lavorare per concludere la procedura in vista dell’anno accademico 2026/2027”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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