Confronto sindaci-Regione, la bordata di De Carolis e la replica "al sale" di Panunzi
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VITERBO - De Carolis, assessore del capoluogo, è stato l'unico tra i rappresentanti del territorio presenti al confronto tra Regione e amministratori del Viterbese, a non risparmiare critiche. 

VITERBO – De Carolis, assessore del capoluogo, è stato l’unico tra i rappresentanti del territorio presenti al confronto tra Regione e amministratori del Viterbese, a non risparmiare critiche. 

Oltre a piazzare nel dibattito aperto la richiesta di attenzione sul recupero della via Francigena e a ringraziare per l’opportunità di lavorare insieme ha inserito anche un passaggio che è suonato così: “Ho ravveduto delle criticità sui bandi nazionali e regionali su cultura e turismo.

Sul fronte delle attività invece le risorse messe in campo non sono sufficienti a coprire chi ha perso tre mesi di lavoro, in una stagione dell’anno cruciale”. 

L’assessore viterbese poi è stato anche più diretto: “Le risorse della Regione mi sono sembrate un po’ corte. Pensare di dare 600 euro a una struttura ricettiva, qualche migliaio ai più fortunati del settore, mi sembra poco”. 

Un intervento che ha avuto la controreplica per bocca del consigliere regionale Enrico Panunzi, che ha chiuso i lavori del tavolo. Panunzi ha fatto il punto su tutte le misure messe in atto e sostenute da Regione Lazio in queste settimane: “Abbiamo messo in campo qualcosa come 700 milioni di euro. Chiaro che tutto è poco o magari può sembrare poco perché quello che c’è venuto addosso è un fiume in piena”.

Quindi la stoccata politica sull’asse di contrapposizione centrodestra-centrosinistra: “Vorrei ricordare che fino a sette anni fa la nostra era una Regione considerata inaffidabile anche dalle banche”. Ogni riferimento alla amministrazioni regionali di centrodestra non è chiaramente casuale. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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