ROMA – Confiscato un patrimonio da tre milioni di euro al clan dei Casamonica, tra i beni sottratti dallo Stato anche una villa a Monterosi. La struttura nel Viterbese è stata assegnata per finalità sociali all’amministrazione comunale. La confisca degli immobili è stata estesa a tutto il mobilio, argenteria, elettrodomestici ed altri beni presenti al loro interno, di rilevante valore economico.
A finire nella rete del tribunale per le misure di prevenzione e della Divisione Anticrimine della questura di Roma, Giuseppe e Guerrino Casamonica per i quali, la quinta sezione della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro i sequestri, finalizzati alla confisca, facendo sì che i patrimoni passino allo Stato.
Il 16 giugno 2020 era stato eseguito il sequestro dei beni disposto dal tribunale Sezione Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del procuratore della Repubblica di Roma e del questore di Roma in concomitanza con l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare di 20 appartenenti all’associazione mafiosa denominata facenti capo a Giuseppe e Ferruccio Casamonica tutti fortemente indiziati di organizzate ed estese attività usurarie e di esercizio abusivo del credito, con conseguenti condotte estorsive nonché, di intestazione fittizia di beni.
Ai membri del clan è stata applicata la misura di prevenzione personale dell’obbligo di dimora per tre anni nel comune di Roma.





















