Confcooperative Viterbo si fonde con il suo collega reatino
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Le realtà della Tuscia e di Rieti si fondono per dare vita a un nuovo soggetto più forte e impegnato

Nascerà oggi la nuovissima Confcooperative Lazio Nord, grazie all’unione e la sinergia tra i territori di Viterbo e di Rieti. Un battesimo che sarà celebrato proprio in terra di Tuscia, all’interno della cooperativa agrituristica Villa Ione di Vetralla, a partire dalle 9 di questa mattina. Ad annunciare la nascita del nuovo soggetto è stata Bruna Rossetti, che da oggi arricchisce il suo titolo di Presidente di Confocooperative Viterbo con l’ingresso di Rieti nella frase. A presenziare all’incontro, inoltre, anche il presidente nazionale Maurizio Gardini.

“Una nuova organizzazione – spiega la Rossetti – che sarà il potenziamento di una realtà, come quella viterbese, che ha saputo creare un vero gruppo dirigente. Un’associazione in grado di poter garantire a tutti qualità di servizi e rappresentanza”. Fra la Tuscia e il reatino, infatti, si conta un bacino di oltre 100 realtà, con loro anche le associazioni cooperative scolastiche avviate da Confcooperative assieme agli studenti dei Licei dell’Istituto superiore Mariano Buratti di Viterbo nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro. “I ragazzi – dice Rossetti – presenteranno i lavori realizzati nel corso delle ultime settimane agendo come vere e proprie cooperative”.

“Una nuova casa comune di tutte le cooperative e di tutti i cooperatori. Un luogo dove lavoro e territorio hanno e avranno sempre diritto di cittadinanza. Il cuore pulsante dell’economia. Le basi da cui partire con obiettivi che vogliamo realizzare a breve. Per dar vita – conclude Bruna Rossetti – ad una sola famiglia. Al servizio dei territori e dei cittadini”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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