Confartigianato: “Norveo Fedeli caduto sul lavoro, un giorno di grande dolore per la nostra città”
de simone
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VITERBO - "In attesa che si chiarisca la dinamica di questa tristissima vicenda, Confartigianato vuole esprimere le proprie condoglianze e la propria solidarietà alla famiglia di Norveo Fedeli, confidando che l’attività degli investigatori assicuri al più presto alla giustizia i responsabili di questo feroce assassinio".

VITERBO – “Un giorno di grande dolore per la città di Viterbo. Un uomo, un padre di famiglia, un commerciante, un lavoratore che ha trascorso la propria vita all’interno della sua attività, è stato ucciso all’interno del suo stesso negozio. Una notizia che lascia sgomenti e addolorati tutti i viterbesi”. Queste le parole di Confartigianato Imprese Viterbo.

“Norveo Fedeli è a tutti gli effetti un caduto sul lavoro, se davvero, come sembra dalle prime notizie trapelate, la sua morte sia avvenuta a seguito di un tentativo di rapina – continua la nota dell’associazione di categoria -. Fedeli era uno di quei negozianti che hanno contribuito a scrivere la storia del commercio di questa città. Attraversando i decenni, la sua jeanseria ha servito generazioni di viterbesi.

Un’attività resistita al tempo e alle molteplici difficoltà che inevitabilmente da qualche anno i commercianti del centro si trovano ad affrontare. In attesa che si chiarisca la dinamica di questa tristissima vicenda, Confartigianato vuole esprimere le proprie condoglianze e la propria solidarietà alla famiglia di Norveo Fedeli, confidando che l’attività degli investigatori assicuri al più presto alla giustizia i responsabili di questo feroce assassinio”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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