Confartigianato: "Ma quale performer? Serve una condanna netta"
Foto Confartigianato
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VITERBO - "Serve, invece, una netta condanna. Perché girarsi dall’altra parte e voler far finta di non vedere è ciò che più alimenta la banalità del male. Solidarietà piena a Chiara Frontini".

VITERBO – “Derubricare a “performance artistica” o a “installazione artistica sulla macchina sbagliata” quanto accaduto ieri ai danni della sindaca Chiara Frontini non è solo sbagliato, ma è anche e soprattutto pericoloso. Perché così si rischia di innescare un imprudente circolo vizioso di emulazione”. Così da Confartigianato Viterbo Andrea De Simone, segretario Confartigianato Imprese Viterbo, e Michael Del Moro, presidente Confartigianato Imprese Viterbo.

“Gli artigiani che rappresentiamo sono parenti stretti degli artisti, quindi lungi da noi non riconoscere il valore della libertà di espressione attraverso l’estro e la creatività continuano i vertici della Confartigianato locale -. Ma entrare a gamba tesa in questo modo nella sfera personale di una donna, una donna che rappresenta le istituzioni, va molto oltre la creatività e la libera espressione, perché non tutto può essere giustificato come “arte”. O, peggio ancora, come leggerezza, come euforica goliardia.

Perché altrimenti apparirebbe del tutto inutile, per non dire grottesco, fare battaglie di civiltà contro la violenza di genere in occasione del 25 novembre, quando poi, come in questo caso, ci si trincera dietro un ingiustificato atteggiamento buonista nei confronti chi si rende autore di un gesto vile e disprezzabile che umilia e mina la serenità di una donna.

Serve, invece, una netta condanna. Perché girarsi dall’altra parte e voler far finta di non vedere è ciò che più alimenta la banalità del male. Solidarietà piena a Chiara Frontini”.

 

 

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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