
VITERBO – Nel centro storico del capoluogo della Tuscia non ci sono tavoli, sedie, ombrelloni e fiori ma macchine. La città dei papi non ha panchine né arredo urbano nelle proprie piazze storiche. Non c’è un’idea che in maniera plastica ha saputo “occupare” gli spazi. Tutto è lasciato vuoto, senza niente.
Ed è noto che in natura come nella società, persino nella politica il vuoto non esiste. Deve essere riempito. L’unica cosa che i viterbesi hanno per realizzare questa operazione fisica sono le macchine. Deve essere per questo basilare motivo che piazza del Plebiscito, salotto naturale della città, viene puntualmente trasformato in una sorta di concessionaria. Trovi di tutto dalle utilitarie ai tanto gettonati suv.
L’amministrazione Michelini aveva intuito che bisognava andare da un’altra parte, sperimentare una direzione diversa. Per questo aveva provveduto a vietare la sosta nelle piazze storiche. Il tutto con un provvedimento datato gennaio 2014. “Così facendo – spiegava l’allora assessore al Centro Storico Alvaro Ricci – le fontane saranno salvaguardate, ci auguriamo che gli automobilisti rispettino il divieto, senza il bisogno di dover posizionare dissuasori”.
Ma a quel provvedimento mancò l’azione vera: riempire il vuoto determinato per provvedimento. E così le piazze libere, con tanto di strisce cancellate e soldi spesi per i cartelli della segnaletica nuova, sono tornate a essere parcheggi. Piazza Fontana Grande è forse l’emblema di tutta una situazione paradossale.
Simbolo di una comunità che non sa compiere uno scatto culturale nella direzione della tutela e valorizzazione del proprio patrimonio. E questo accade per profonda inadeguatezza del potere politico-amministrativo che la guida. Ha fallito Michelini, rischia di fallire Arena. Se tutto continuerà a scorrere senza nuove idee e azioni messe in campo su questo delicato fronte.
I viterbesi mettono le auto nelle piazze perché non c’è altro. Perché le piazze storiche non sono percepite come tali e se manca questa percezione è perché non c’è costruzione di una realtà diversa. Che dovrebbe plasticamente passare per arredo urbano, panchine, possibilità agli operatori commerciali di allestire lo spazio in maniera rispettosa ma funzionale al business.
Le piazze di Viterbo oggi non sono di nessuno. Non sono dei cittadini, non sono dei titolari di pizzerie, bar o altre attività. Sono vuote e questo ti permette a cuor leggero di non provare nessun imbarazzo a metterci l’automobile. I viterbesi hanno solo le macchine. Non hanno le piazze storiche. Perché le piazze storiche non sono definite, non sono conquistate, non sono mai state costruite nella percezione. Manca anche un’illuminazione vera, così come per le fontane.


















