Concerti, danze e performance per l’integrazione: la tre giorni di Estasiarci in immagini
Stregoni
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Estasiarci è finito dopo un fine settimana rovente in piazza Unità d’Italia. Una tre giorni che è stata il culmine di un lungo percorso iniziato il 20 giugno scorso per la celebrazione della Giornata mondiale del rifugiato. Questa è una galleria fotografica realizzata in larga parte dalla fotografa Chiara Ernandes. Il video è invece di Sabrina Iannucci.

Concerti, danze e performance all’insegna dell’integrazione e dell’ascolto. Estasiarci è finito dopo un fine settimana rovente in piazza Unità d’Italia. Una tre giorni che è stata il culmine di un lungo percorso iniziato il 20 giugno scorso per la celebrazione della Giornata mondiale del rifugiato. Questa è una galleria fotografica realizzata in larga parte dalla fotografa Chiara Ernandes. Il video, che riprende la seconda serata, è di Sabrina Iannucci.

Sul palco di piazza Unità d’Italia si sono alternati Soviet Soviet, Niagara, Dj Khalab, Stregoni e Jesce Sole. Durante la tre giorni anche un momento di riflessione durante il quale è stata realizzata in piazza una mappa per rappresentare il viaggio di una persona che dal Gambia si sposta verso l’Europa. È stato il momento finale di un percorso iniziato con un laboratorio fatto insieme a alcuni ragazzi accolti nei progetti di Arci Solidarietà Viterbo. In collaborazione con un gruppo di ragazzi della School Year Abroad di via Cavour, con alcuni dei ragazzi accolti nei progetti, un gruppo di scout, gli operatori di Arci Solidarietà e alcuni cittadini.

L’iniziativa è stata promossa da Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo Onlus con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Viterbo, con l’obiettivo di promuovere i temi dell’integrazione e delle pratiche di accoglienza messe in atto nella provincia di Viterbo attraverso i progetti gestiti da Arci Solidarietà Viterbo.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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