Con Lux Rosae anche un corridore di Amatrice e Martina Casagrande
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Lux Rosae nel 2017, giunge al terzo anno dopo la benedizione di Papa Francesco e la corsa da Roma del 2015 e la partenza da Assisi nel 2016.

Lux Rosae, la fiaccola di Santa Rosa, avrà anche un tedoforo di Amatrice. Lux Rosae nel 2017, giunge al terzo anno dopo la benedizione di Papa Francesco e la corsa da Roma del 2015 e la partenza da Assisi nel 2016.

Quest’anno il messaggio di pace di Santa Rosa sarà portato ad Amatrice. La cittadina simbolo del terremoto del 2016.

Lux Rosae è una fiaccola, una parte integrante della Macchina disegnata anch’essa dall’ideatore di Gloria Raffaele Ascenzi, realizzata con una stampante 3D, trasportata come la fiaccola olimpica a mo’ di staffetta composta da circa 20 persone. I partecipanti alla staffetta si alternano nella corsa. Dopo i 60km della prima edizione ideata e organizzata da Rodolfo Valentino, Giuseppe Tenti, Enrico Alfonsini e Bruno Buzzi, e i 130 della seconda partita da Assisi, Lux Rosae nel 2017 partirà da Amatrice. La corsa, toccherà quindi la cifra record di oltre 150km, terminerà pochi minuti prima dell’inizio del Trasporto della Macchina d Santa Rosa il 3 settembre prossimo. L’iniziativa vede coinvolti Lux Rosae, i Facchini di Santa Rosa e l’Avis comunale di Viterbo.

Tra i tedofori rappresentanti anche delle Donne di Beatrice, dei Vigili del fuoco e dell’Avis Comunale. Presente un corridore di Amatrice, Antonio Di Cintio, e la campionessa speciale Martina Casagrande, dell’associazione Sorrisi che Nuotano di Eta Beta.

In totale saranno 18 i corridori, ecco l’elenco in ordine alfabetico:

    • Marco Achilli
    • Elisa Araceli
    • Letizia Caliento
    • Martina Casagrande (Sorrisi Che Nuotano – Eta Beta)
    • Antonio Di Cintio (Amatrice)
    • Andrea Duri
    • Domenico Grieco
    • Paola Guercio
    • Gloria Guerrini (Donne Di Beatrice)
    • Marco Laurenti
    • Luca Laureti
    • Simona Laureti
    • Rino Matarazzo
    • Danilo Martoni (Vigili Del Fuoco)
    • Angelo Minuto
    • Paolo Ricci
    • Amilcare Sforza (Avis Comunale Viterbo)
    Massimiliano Silvestri
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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