Comune, potrebbe finire l'era Quintarelli
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L'uscita di scena del ragioniere capo rappresenterebbe un cambiamento forte all'interno della macchina amministrativa di Palazzo dei Priori.

Il ragioniere capo Stefano Quintarelli pronto a lasciare il Comune di Viterbo. La notizia ha il suo peso, considerato il ruolo chiave giocato dal dirigente in questi ultimi anni al’interno di Palazzo dei Priori.

Figura cardine, considerato bravo tecnicamente e capace di trovare soluzioni a questioni ingarbugliate. Con il cambio di amministrazione però l’idillio con la parte politica dell’amministrazione è in sostanza finito.

Quintarelli arriva in via Ascenzi nel 2008, con la vittoria delle elezioni comunali da parte di Giulio Marini. E’ lui a chiamarlo dalla Provincia, dove il dirigente aveva lavorato sotto la sua presidenza.
Con il cambio politico della guardia è stato confermato nel suo incarico di ragioniere capo da Michelini, ma i rapporti non sembrano mai stati fantastici.

Quintarelli è stato interessato anche dalla recente inchiesta della Procura di Viterbo ‘Vento di Maestrale’, legata alla gestione del servizio di raccolta rifiuti e pulizia della città.

Per l’ultimo bilancio il Comune si è avvalso del consulente esterno De Paolis. Un atto dovuto secondo la parte politica dell’amministrazione, ma che di fatto è suonato come un commissariamento sullo stesso dirigente.

Al momento la notizia è che la giunta ha concesso al dirigente il nulla osta preventivo al trasferimento per mobilità presso altra amministrazione. Atto che appunto sottolinea la volontà dello stesso a voltare pagina. In questo modo potrà partecipare all’avviso dell’Università della Tuscia per un posto da dirigente a tempo indeterminato.

L’uscita possibile di Quintarelli complica ancora di più la già intricata situazione della macchina amministrativa di Palazzo dei Priori. I Lavori Pubblici, settore delicatissimo, non ha un dirigente a tempo pieno e all’Igiene Urbana è arrivata in prestito, per sei ore a settimana, dalla Provincia Mara Ciambella.

I rapporti tra attuali amministratori e uffici non sono dei migliori e se Michelini intende proseguire l’esperienza di governo sarà chiamato in tempi stretti a ridisegnare anche il sistema dei dirigenti.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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