Comune di Viterbo e PNRR, Del Moro: “Appalti a km0 necessari per lavoro e imprese sul territorio”
Del Moro
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VITERBO - Il presidente di Confartigianato dopo l’incontro in Sala Regia propone la sottoscrizione di un protocollo. Del Moro torna a proporre, come fatto anche pubblicamente durante la riunione in Sala Regia a Palazzo dei Priori, di applicare il criterio degli appalti a Km0, principio previsto nel nuovo codice e già applicato dal Comune di Viterbo per l’affidamento degli incarichi di progettazione.

VITERBO – “Semplificazione, certezza delle norme, velocità dei procedimenti e valorizzazione delle pmi locali sono indispensabili per favorire il lavoro e la crescita del tessuto economico di un territorio chiamato alla sfida dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. E’ il commento del presidente di Confartigianato Imprese di Viterbo e Confartigianato Lazio, Michael Del Moro, a seguito dell’incontro organizzato dal Comune di Viterbo un paio di giorni fa per illustrare i progetti del PNRR destinati a cambiare il volto al capoluogo della Tuscia.

Del Moro torna a proporre, come fatto anche pubblicamente durante la riunione in Sala Regia a Palazzo dei Priori, di applicare il criterio degli appalti a Km0, principio previsto nel nuovo codice e già applicato dal Comune di Viterbo per l’affidamento degli incarichi di progettazione.

“Sulla scia di quanto accaduto in altri territori, chiediamo al Comune di Viterbo, in vista della mole di investimenti legati al PNRR e illustrati l’altro giorno a Palazzo dei Priori, di sottoscrivere con le associazioni di categoria locali, in Prefettura, un protocollo per gli affidamenti degli appalti a km0 – chiede il presidente di Confartigianato -, che tenga conto anche della concreta attuazione alle disposizioni delle leggi di semplificazione, tra cui il nuovo principio della diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate alle gare.

In questo modo non si farebbe altro che valorizzare la presenza delle imprese del territorio nel quale va eseguito l’appalto, per i contratti di importo pari o superiore a 150mila euro e inferiore a un milione di euro, invitando delle cinque imprese previste dalla norma, un minimo di due o tre imprese aventi sede nel territorio provinciale, nel rispetto del principio comunitario della rotazione degli inviti e degli
affidamenti”.

“Si tratta anche di un principio che tutela l’economicità – spiega ancora Del Moro -, perché è convinzione anche di ogni organo tecnico che la distanza dal luogo di esecuzione dell’appalto inciderebbe sulle spese generali in modo significativo, in particolare per quanto riguarda gli appalti di non rilevante entità a scapito della semplificazione, della sicurezza e della economicità dell’appalto stesso”.

“La nostra speranza è che una simile posizione venga assunta quanto prima anche dal Comune di Viterbo – conclude – per permettere alle mpi di partecipare alle gare, tutelando le piccole imprese nelle regole sul subappalto a cascata, prevedendo la qualificazione delle stazioni appaltanti, migliorando la disciplina sui consorzi artigiani e permettendo la partecipazione agli appalti anche delle reti d’impresa. In particolare, per i piccoli lavori così come avvenuto per la progettazione, sarebbe auspicabile che il Comune accogliesse la nostra proposta sugli appalti a Km0, favorendo la partecipazione alle in base a criteri legati alla sede legale dell’azienda nel territorio, insieme alla suddivisione in lotti di lavorazione o prestazionali per garantire alle micro e piccole imprese l’effettiva possibilità di partecipare alla riqualificazione della città di Viterbo”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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