Comune di Soriano, i ristoratori consegnano le chiavi delle proprie attività
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SORIANO NEL CIMINO - Questo il modo scelto dai ristoratori di far sentire la propria voce al Governo, per dire no alle scelte contenute nel decreto della fase due, contro il Coronavirus.

SORIANO NEL CIMINO – Ieri sera, 28 aprile alle ore 21, il primo flashmob dei ristoratori, baristi, pasticceri di tutta Italia che hanno aperto simbolicamente i propri locali. Luci accese e tavoli apparecchiati anche a Soriano nel Cimino. Questo il modo scelto dai ristoratori di far sentire la propria voce al Governo, per dire no alle scelte contenute nel decreto della fase due, contro il Coronavirus.

Questa mattina la consegna simbolica delle chiavi delle attività ai sindaci, per chiedere aiuto. A Soriano, i primi a consegnare le chiavi al vicesindaco Roberto Camilli sono stati Massimo Mechelli, titolare del Ristorante “Baita la Faggeta” e Andreani Carla della Gelateria “Dolci Delizie”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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