Comunali Viterbo - Tutto congelato fino al 4 marzo. In piedi l'asse del Richiastro e il Michelini bis
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La cena del Richiastro? Non è andata di traverso, nonostante quello che magari qualcuno ha avuto interesse a far circolare. Michelini? Veleggia verso il bis, salvo il suo posto non serva a qualche big o fedelissimo di un big per continuare a esistere politicamente dopo il 4 marzo.

La cena del Richiastro? Non è andata di traverso, nonostante quello che magari qualcuno ha avuto interesse a far circolare. Michelini? Veleggia verso il bis, salvo il suo posto non serva a qualche big o fedelissimo di un big per continuare a esistere politicamente dopo il 4 marzo.

Il 4 marzo, data cruciale per tanti destini. Così i ragionamenti sul Comune di Viterbo sono stati congelati. Inutile arrovellarsi, bisogna attendere. Tutto è ancora in piedi. E veramente sullo scacchiere politico cittadino ci sono strateghi che valutano ogni tipo di mossa. Anche quella “assurda”, per logiche di schieramento, di una Forza Italia a sostegno di un Michelini bis. Assurda ma fino a un certo punto perché potrebbe trovarsi a ricalcare lo schema del prossimo Parlamento. Che poi, per una parte di tragitto, è stato lo schema anche di questa legislatura appena archiviata con lo scioglimento delle Camere da parte del Presidente Sergio Mattarella. 

Quindi inutile parlare, incontrarsi, litigare. E il fronte del Richiastro si è sciolto come neve al sole? No. E’ lì, nelle telefonate che continuano a correre in silenzio tra i protagonisti. Alleanza indigesta a pezzi della destra? Sì, certo. Ma la domanda dall’altra parte è: quanti voti hanno questi pezzi? E anche in questo caso il 4 marzo è pronto a venire in soccorso. Una grande pesata che permetterà di avere un quadro delle forze più chiaro, anche se occorrerà naturalmente fare le tare. Perché sul voto nazionale entrano in scena fattori di trascinamento ideologico diversi dalle amministrative. 

Non rimane che attendere. Con la consapevolezza che i giochi sono tanti e molti destinati a infrangersi sugli scogli del 4 marzo. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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