Elezioni Comunali Viterbo, Rossi insiste sulla costruzione di un fronte delle civiche
Rossi
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Se il polo civico si compattasse effettivamente potrebbe ambire a un risultato, indebolendo il fronte del centrodestra e approfittando di un centrosinistra allo sbando. E al ballottaggio potrebbe risultare premiato dall'elettorato. Un amo gettato nel mare quello di Rossi o i prodromi di uno sviluppo del quadro politico che potremmo vedere materializzarsi nei prossimi giorni? Non ci resta che attendere.

“La mia candidatura a sindaco è a disposizione della città. Ho dimostrato, dimettendomi da presidente del consiglio comunale che la mia passione politica non è legata alle poltrone. Per questo ribadisco che se si intravedesse uno spiraglio di accordo tra liste civiche, Viva Viterbo non potrebbe che essere della partita.

Perché penso che prima di tutto bisogna liberare Viterbo da una politica di parte che si dimentica troppo spesso del senso profondo dell’azione pubblica”. Questo il messaggio nella bottiglia di Filippo Rossi. Messaggio affida al mare in burrasca di tutto il pre partita delle elezioni comunali 2018 nel capoluogo della Tuscia.

In buona sostanza Rossi lascia intravedere anche lo spiraglio di un suo possibile passo indietro rispetto alla candidatura alla carica di primo cittadino. Se questo potesse tornare utile a un fronte delle civiche, che lo stesso di fatto invoca.

Se il polo civico si compattasse effettivamente potrebbe ambire a un risultato, indebolendo il fronte del centrodestra e approfittando di un centrosinistra allo sbando. E al ballottaggio potrebbe risultare premiato dall’elettorato. Un amo gettato nel mare quello di Rossi o i prodromi di uno sviluppo del quadro politico che potremmo vedere materializzarsi nei prossimi giorni? Non ci resta che attendere.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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