

VITERBO – Il candidato sindaco del centrodestra per le prossime comunali di maggio? Il nome c’è già ma tutti restano abbottonati. Unica cosa certa è che non si tratta di una donna e che soprattutto all’anagrafe non è registrato come Chiara Frontini. L’area che lo andrà a sostenere sarà certamente quella di Fratelli d’Italia, partito molto solido nel capoluogo della Tuscia e pronto a portare a casa la “performance della storia”, con estensione alla Lega a trazione micciana (nel senso di Andrea, da non confondere con Elpidio). E Forza Italia? Questa è un’altra bella domanda.
Sul tavolo azzurro c’è, ancora fumante, “il patto di Gasparri”. Quello che ha portato il civismo di rito frontiniano nell’area azzurra. Ma non tutti l’hanno voluto mangiare. Una bella fetta della “vecchia guardia” (leggi Marini-Arena & Co.) se n’è andata altrove. Pronti a dare vita a un nuovo soggetto civico di area? Datelo per certo. Dopotutto se la civica Frontini si associa a un partito è anche possibile che quelli di un partito si associno a un movimento civico. Per fare cosa? Per dare manforte al venturo candidato sindaco dei partiti di centrodestra, nel rispetto del mantra mariniano “per cambiare non cambiare”. Anche se le acque azzurre non sono quelle cantate dal Battisti e quindi azzurre sì ma chiare meno. Soprattutto sono poco chiare su Chiara.
Torniamo al candidato del centrodestra. Dicevamo una verità: il nome c’è. Solo che non viene rivelato perché vanno compiuti tutti i rituali del caso: confronto con gli alleati, condivisione, proposizione, sintesi. Verrebbe da chiedersi: che ne sarà dei Vannacciani? Boh, non lo sa nessuno. Anche perché nella casa viterbese del Generale la confusione è alta.
Ora tutti a Santa Rosa. Poi il valzer si aprirà. Nell’attesa consigliamo la lettura del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. E c’è già chi butta là la frase che tutto spiega e tutto guida: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Mi sono spiegato?”. Sul candidato bocche cucite.

















