Comunali, il grande inganno della vittoria scontata che sta affossando il centrodestra
Viterbo-dallalto
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Giochi e giochetti, tante mascherine. Nel centrodestra viterbese le cose vanno male ancora prima di cominciare e sul candidato a sindaco si è aperta una battaglia decisamente fuori luogo. 

Giochi e giochetti, tante mascherine. Nel centrodestra viterbese le cose vanno male ancora prima di cominciare e sul candidato a sindaco si è aperta una battaglia decisamente fuori luogo. 

A fomentare il tutto la grande illusione di vincere su Viterbo, indipendentemente dal comportamento e dall’immagine proiettata verso l’esterno. Il difetto della superbia è sicuramente dei peggiori e dei più fortemente puniti in politica. E girando per la città, annusandone il vento, il centrodestra perde terreno. 

La partita che si sta apparecchiando sulle comunali è difficile. Saranno tante, tantissime le liste, e di conseguenza fioriranno candidati a bizzeffe. Questo impaluda tutto, riduce gli spazi di manovra possibili per gli aspiranti consiglieri, i “cacciatori di consensi”. 

I signori del centrodestra pensano di poter fare “il botto” di voti. Le loro menti sono drogate da due fattori. Il primo è rappresentato dai “numeroni” delle elezioni politiche. Il secondo dal disastro dell’amministrazione Michelini (almeno a livello di percezione di disastro si parla praticamente in tutti i cantoni della città). 

Ma questa volta non è come nel 2013 quando la città aveva lì davanti ai suoi occhi l’uomo con cui “prendersela”: Giulio Marini. Questo giro “l’uomo con cui prendersela” rimarrà a casa e il dato cambia, magari di poco ma cambia, lo stato delle cose. E poi cosa è questo centrodestra? In grande parte si tratta di gente “mandata a casa” nel 2013. 

Stanno dimostrando di avere un’idea per la città? La stanno raccontando? Stanno forse riunendosi per ragionare di strategie per lo sviluppo, per contrastare la disoccupazione? Che stanno facendo “i signori” del centrodestra? 

Riunioni tra partiti, riunioni di poltrone, riunioni di spartizione. Discutono facendo i conti e i controconti, per capire cosa accade se metti uno o l’altro in caso di voto anticipato per il rinnovo del Parlamento. Hanno messo nelle loro liste persone forti? Persone con idee? Con una visione? C’è la gente che ama questa città o pensano di andare a Palazzo dei Priori per fare un nuovo giro di giostra dove magari gli unici a divertirsi saranno lor “signori”?

Venga allo scoperto questo centrodestra. La smetta di nascondersi dietro questo totosindaco dove non si cerca una persona in grado di tracciare una strada per la città ma uno che sia della Lega o di Forza Italia o di un altro partito. Se il centrodestra a Viterbo è questo, se il centrodestra di Viterbo è partitocrazia e “celodurismo” continuino pure a fare tavoli anche l’undici giugno. Pure il 12 va bene. Tavoli dove analizzare la sconfitta. Perché un centrodestra così merita di perdere. Perché un centrodestra così non dimostra di essere diverso da niente e nessuno, di non essere migliore di niente e nessuno. Merita di essere superato dall’ultima delle liste, dove magari c’è ancora qualcuno che alla città pensa davvero. O perlomeno ci pensa più di quanto stanno facendo questi signori del “manuale Cencelli”. 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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