Commozione per la morte di Marcello Del Moro. Lascia un vuoto in tutta la comunità artigiana e imprenditoriale
Foto Marcello e Michael Del Moro
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Classe 1957, Marcello Del Moro era profondamente legato alla sua amata Soriano nel Cimino, dove era nato e dove ha scelto di rimanere per tutta la vita, intrecciando la sua storia personale con quella della comunità e dell’imprenditoria locale.

SORIANO NEL CIMINO – Con grande commozione e profondo dispiacere, Confartigianato Imprese di Viterbo si stringe intorno al presidente Michael Del Moro e alla sua famiglia per la perdita del caro papà Marcello, venuto a mancare questa mattina.

Classe 1957, Marcello Del Moro era profondamente legato alla sua amata Soriano nel Cimino, dove era nato e dove ha scelto di rimanere per tutta la vita, intrecciando la sua storia personale con quella della comunità e dell’imprenditoria locale.

Imprenditore edile appassionato e capace, è stato uno dei principali protagonisti del settore sul nostro territorio, prima come fondatore della storica Impresa Edile Marcello Del Moro, poi come colonna portante della MDM Costruzioni, consigliando e sostenendo il figlio Michael nella conduzione dell’azienda di famiglia.

Associato Confartigianato praticamente da sempre e molto attivo nella vita associativa, è stato per tutti un esempio di serietà e correttezza, protagonista di quel passaggio generazionale di padre in figlio con cui ha tramandato a Michael non solo l’amore per la loro professione, ma anche l’affetto per la nostra Confederazione.

Anche quando la malattia lo aveva colpito duramente, Marcello non ha mai smesso di trasmettere la sua forza d’animo e la sua dedizione, offrendo fino all’ultimo il suo esempio di tenacia e amore per il lavoro. Qualità apprezzatissime sia dai tanti dipendenti che hanno lavorato per lui negli anni e che Marcello ha sempre considerato una famiglia, sia dai clienti e da chiunque abbia avuto modo di apprezzarne le qualità umane e professionali.

La sua scomparsa lascia, pertanto, un vuoto profondo non solo nei cuori dei suoi cari, ma in tutta la comunità artigiana e imprenditoriale della Tuscia, che ne ha conosciuto la serietà, l’umanità e il valore.

In questo momento di grande dolore, a Michael, a Miranda e a tutta la famiglia Del Moro rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze, facendo sentire forte l’abbraccio di tutto lo staff della nostra associazione.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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