Commissariata Gesenu: la società controlla anche il 51% di Viterbo Ambiente
Raccolta differenziata Viterbo
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Un po' di ordine con i numeri: in questo fine settimana è arrivato il provvedimento del Prefetto di Perugia nei confronti della partecipata del Comune umbro che gestisce la raccolta dei rifiuti e l’igiene urbana in alcune zone dell’Umbria e nei comuni di Viterbo e Montefiascone.

Quel gran casino dei rifiuti: il commissariamento di Gesenu, commissaria indirettamente Viterbo Ambiente. In questo fine settimana è arrivato il provvedimento del Prefetto di Perugia nei confronti della partecipata del comune umbro che gestisce la raccolta dei rifiuti e l’igiene urbana in alcune zone dell’Umbria e del Lazio, compreso i comuni di Viterbo e Montefiascone.

 

I numeri

Gesenu Spa è una società partecipata dal Comune di Perugia per il 45%. Il 55% delle quote dei privati sono in carico alla figlia di Manlio Cerroni, Monica Cerroni (45%) e di Carlo Noto La Diega (10%). Quest’ultimo nome comparso anche nell’inchiesta dei rifiuti viterbesi;

Gesenu Spa controlla il 51% di Viterbo Ambiente. L’altro 49% è di Cosp Tecno Service;

Viterbo Ambiente gestisce la raccolta dei rifiuti nel Comune di Viterbo (in cambio di 49,7 milioni di Euro fino al 2018) e Montefiascone (per 12,1 milioni di Euro).

 

Il commissariamento

La prefettura di Perugia a fine ottobre aveva notificato l’interdittiva antimafia a Gesenu, una misura a carattere preventivo che di fatto esclude la spa dalla possibilità di partecipare agli appalti pubblici. In seguito all’interdittiva è arrivato nei giorni scorsi il commissariamento con tre commissari che gestiranno gli appalti per un periodo limitato del tempo

 

L’altra inchiesta su Gesenu Spa (qui)

Circa un mese fa in Umbria si è iniziato a parlare di una indagine sui rifiuti su una serie di ipotetiche di irregolarità riguardanti la gestione del servizio integrato dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali nella provincia di Perugia.

Rifiuti, l’inchiesta “Smaltimento illecito per metà dei carichi” | Gesenu Ad indagato, “irricevibile”

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

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