Com’è triste il 25 marzo senza fiera dell’ Annunziata

VITERBO – Negli anni scorsi, oggi sarebbe stato un giorno di grande festa. Il giorno della tradizionale fiera.
Ma oggi no. Si resta tutti in casa e la festa passa anonima, come un giorno qualsiasi.
VITERBO – Com’è triste il 25 marzo senza fiera dell’ Annunziata.
Negli anni scorsi, oggi sarebbe stato un giorno di grande festa. Il giorno della tradizionale fiera.
I viterbesi avrebbero riempito le strade colorate da centinaia di bancarelle.
Voci, rumori, caos, profumi, incontri, abbracci, saluti, strette di mano, pacche sulle spalle, sorrisi…
Ma oggi no. Si resta tutti in casa e la festa passa anonima, come un giorno qualsiasi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















