Come i social e l'AI ci hanno rubato il futuro
Riccardo Luna
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Era la nuova terra promessa, quella in cui saremmo stati tutti felici. Poi qualcosa è andato storto.

BIBLIOTECA – A “La Biblioteca incontra” Riccardo Luna racconta come i social network e l’intelligenza artificiale ci hanno rubato il futuro. Martedì 14 aprile, alle 17.30, per il secondo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà a Viterbo Riccardo Luna per presentare il libro Qualcosa è andato storto (Solferino) in dialogo con Domenico Canzoniero.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca Consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE

Riccardo Luna è uno dei più autorevoli giornalisti italiani in materia di innovazione, tecnologia e sostenibilità. È stato il primo direttore di Wired, il Digital Champion del governo presso la EU e il curatore di tanti eventi di successo come Stazione Futuro, la Maker Faire, l’Italian Tech Week e la Venice Climate Week. A lungo firma di la Repubblica, dal 2025 è editorialista del Corriere della Sera.

IL COORDINATORE DELL’INCONTRO

Domenico Canzoniero: curatore con Paolo Pelliccia di Tu non uccidere (2008) e del manifesto Una biblioteca per il XXI secolo (2026). Titolare dello studio di consulenza per la sostenibilità NDB Il marketing consapevole. Dal 2024 è direttore editoriale di greenretail.news

IL LIBRO

Riccardo Luna, Qualcosa è andato storto. Come i social network e l’intelligenza artificiale ci hanno rubato il futuro, Solferino

Per moltissimo tempo internet e il web sono sembrati il più formidabile strumento di progresso dell’umanità dai tempi dell’invenzione della carta stampata o dell’elettricità. Dovevano servire ad “abbattere muri e costruire ponti”, motivo per cui si iniziò a parlare di «tech democracy», di una nuova stagione della democrazia potenziata proprio da internet, aperta alla partecipazione diretta dei cittadini e al loro controllo.

Era la nuova terra promessa, quella in cui saremmo stati tutti felici, finalmente. E invece, ormai è chiaro, la rete si è trasformata nel più insidioso strumento per picconare le democrazie. In vent’anni di vita social ci siamo persi per strada un’idea condivisa di futuro, inteso come un mondo migliore dove arrivare tutti assieme. Quand’è, precisamente, che la storia è cambiata? Quando i bambini hanno smesso di sognare di essere astronauti e hanno iniziato a voler diventare influencer e creator? E perché? Ci siamo illusi o qualcuno ha truccato le carte del mazzo con cui stavamo giocando?

Riccardo Luna pone queste e altre domande sull’identità del web oggi, e lo fa andando a ritroso fino alla sua nascita, quando non era ancora compromesso dall’eccesso di narcisismo alimentato dalla digital economy; e quando gli algoritmi non favorivano le fake news “perché fanno più traffico”.

L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul canale YouTube della Biblioteca:
https://www.youtube.com/@bibliotecaconsorzialeviterbo

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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