
Quando una persona viene a mancare, il proprio patrimonio per legge viene suddiviso tra gli eredi legittimi: il coniuge, i figli e i fratelli o, in mancanza di familiari vicini, i parenti entro il 6° grado o lo Stato. Qualora, però, si vogliano destinare i propri beni in modo differente, donando parte di esso a cause di beneficenza, è necessario fare testamento e redigere un lascito testamentario.
Si tratta di un atto ufficiale con il quale è possibile lasciare una specifica eredità non solo a una persona, ma anche ad un’associazione no profit o a un ente benefico impegnato nella ricerca o in attività umanitarie, scientifiche, sanitarie o sociali.
In questo articolo vogliamo approfondire questo argomento, spiegando chi redige un lascito testamentario, cosa è possibile donare in questo modo e quali sono i fattori da tenere in considerazione prima di procedere con questo gesto di enorme solidarietà.
Chi redige un lascito testamentario
È possibile redigere un lascito testamentario in modi differenti, tutti accettati al fine di Legge. La forma più semplice, immediata e ordinaria di lascito è il testamento olografo. Consiste in un documento scritto per intero di pugno del testatore e, per essere valido, deve essere redatto senza l’ausilio di mezzi meccanici (computer, macchina da scrivere, ecc.) e deve contenere la data della compilazione e la sottoscrizione del testatore alla fine delle disposizioni.
Un lascito testamentario può poi essere attivato per mezzo del testamento pubblico: in questo caso l’atto viene redatto da un notaio, che riproduce la volontà a lui dichiarata dal testatore in presenza di due testimoni.
Infine, c’è il testamento segreto, che può essere scritto dal testatore o da un terzo e consegnato poi al notaio in busta chiusa sigillata.
Qualunque sia la forma del lascito, è importante sapere che questo può essere modificato, annullato o revocato in ogni momento e che le proprie volontà diventano ufficiali solo al momento della morte. Inoltre, è sempre consigliato nominare un esecutore testamentario (notaio o avvocato), così da avere la certezza che il testamento non vada smarrito e che le proprie disposizioni diventino concretamente realtà al momento del decesso.
Cosa può contenere un lascito testamentario
Tramite lascito testamentario è possibile destinare ad associazioni no profit direttamente i propri soldi, sotto forma di somme di denaro, titoli, azioni, fondi di investimento o il proprio TFR, ma anche beni mobili (come gioielli, automobili, opere d’arte, ecc.) e beni immobili (ad esempio, un appartamento, un terreno o un fabbricato).
In questo caso, sarà l’associazione stessa a occuparsi della vendita dei beni per destinare il ricavato a sostegno della propria attività sociale. Sempre più comune è anche lasciare in eredità le proprie polizze assicurative, prima fra tutte la polizza vita, che generalmente non fa parte del patrimonio ereditario e che può essere intestata direttamente all’Ente prescelto.
Cosa considerare prima di un lascito testamentario
Il lascito testamentario deve essere fatto rispettando in tutto e per tutto i diritti dei propri eredi. Questo significa che possono essere inseriti nel testamento solidale solo i beni che fanno parte della “quota disponibile”, cioè quella parte di patrimonio che ogni persona può decidere di utilizzare nel modo che desidera. C’è infatti, per legge, un’altra parte di eredità, chiamata “quota di legittima”, che spetta di diritto agli eredi legittimari, quindi a figli, coniuge e genitori. Se si va a ledere questa quota, il testamento può essere impugnato.
Molto importante inoltre, al momento della stesura del testamento, identificare con massima chiarezza e totale precisione tutti i beneficiari delle singole disposizioni, così da evitare che i propri voleri risultino nulli o non applicabili a causa di informazioni incerte.


















