Coltivazione intensiva dei noccioleti, se ne parla in un convegno
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ACQUAPENDENTE - L'evento, organizzato dalla Rete interregionale protezione ambiente si terrà sabato 22 giugno alla biblioteca di Acquapendente.

ACQUAPENDENTE – Dopo il recente convegno di Orvieto e l’iniziativa tenuta a Bolsena il 9 giugno, si terrà un ennesimo convegno sui problemi ambientali e sanitari indotti nella coltivazione intensiva dei noccioleti, ma anche di tutte le altre monocolture.

L’evento si terrà sabato 22 giugno alla biblioteca di Acquapendente, ore 10. 

Recentemente infatti molte amministrazioni comunali laziali (in particolare intorno al lago di Bolsena) hanno deliberato ordinanze contro l’uso indiscriminato di pesticidi.

I sindaci umbri e laziali dell’altopiano dell’Alfina e dei comuni delle aree contigue (Bagnoregio, Lubriano, ecc.) – complici anche le elezioni amministrative – sono in evidente ritardo nell’affrontare il problema.

Come ha ricordato recentemente Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre- il suolo, l’acqua e l’aria sono gli elementi fondamentali della nostra esistenza che sono messi in pericolo da tutte le monoculture che si alimentano di composti chimici (pesticidi, diserbanti, ecc.), quindi questa lotta che vuole modificare l’approccio all’agricoltura è una lotta per la vita, come i giovani-in tutto il mondo- hanno capito.

Ma la specificità del complesso Lago di Bolsena-Altopiano dell’Alfina (il lago dipendente dalle acque che si raccolgono sull’altopiano), del suo bacino idrogeologico (aree di particolare vulnerabilità, essendo riconosciute come Sic e Zps) è unica: essendo le vulcaniti dell’altopiano dell’Alfina molto permeabili, come fior di studi geologici dimostrano, è necessaria la riduzione fino all’eliminazione dei pesticidi e fitofarmaci.

In particolare la corte di giustizia dell’Unione Europea, in un comunicato recente della Commissione (21.11.2108), statuisce come debbano essere adottate tutte le misure di conservazione necessarie, escludendo ogni margine discrezionale in materia degli Stati membri e di sottoporre a Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) opere e colture che potrebbero essere in predicato di apportare degrado a tutto l’acquifero ed al sistema lacuale.

Come ha ricordato la stesso Vescovo di Viterbo Lino Fumagalli- che sviluppare la coricoltura intorno al lago di Bolsena e sull’altopiano dell’Alfina che lo alimenta è contestabile: “Tutti coloro che hanno piantato dei noccioleti intorno al lago di Bolsena e non solo… hanno rovinato l’ambiente, hanno perso il denaro e quindi hanno buttato via i soldi, tradendo le attese e le speranze di tanti lavoratori”.

Esiste pertanto materia per intervenire sulle monoculture di noccioleti e di altre monoculture in particolare sostenendo le ordinanze dei Sindaci che difendono il loro territorio. Ma andando anche oltre: non solo divieti, è necessario creare negli agricoltori una nuova coscienza “ecologica”, tenendo conto dei loro bisogni, delle loro paure, dei dubbi che i cambiamenti immettono: il compito degli amministratori deve essere perciò orientato a questo con l’ausilio della scienza che ormai denuncia questo modo di operare chimico come “il passato”.

Come ha recentemente scritto lo stesso Famiano Crucianelli in una lettera inviata al Governatore del Lazio Zingaretti “La coricoltura che è sempre stata una risorsa fondamentale sta diventando un grande problema per le nostre comunità e per le nostre terre”.

Nel prossimo comunicato stampa vi trasmetteremo la locandina del convegno ed un profilo dei relatori, tutti di primo livello, che analizzeranno da molti punti di vista il problema delle monoculture.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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