Colpo in villa da 250mila euro, indaga la polizia
Foto polizia
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I ladri hanno sradicato una portafinestra e sono entrati in casa, incuranti dell'allarme scattato e che ha iniziato a suonare. Hanno afferrato quanto potevano e trovavano: gioielli, soldi e oggetti di valore. Al loro rientro la scoperta di quanto accaduto e la chiamata alla polizia. 

VITERBO – Furto in villa da 250mila euro a Viterbo, indaga la polizia. Vittima dei malviventi il noto imprenditore Luciano Bernini e la sua famiglia. Il colpo è avvenuto, secondo quanto ricostruito, in appena quindici minuti. Il fatto si è verificato nella sera di sabato 24 maggio, nel quartiere Ellera.

I ladri hanno sradicato una portafinestra e sono entrati in casa, incuranti dell’allarme scattato e che ha iniziato a suonare. Hanno afferrato quanto potevano e trovavano: gioielli, soldi e oggetti di valore. Al loro rientro la scoperta di quanto accaduto e la chiamata alla polizia.

Sono stati presi tutti i rilievi del caso e sono in corso le indagini.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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