Colpo di teatro, abbandonata per quattro anni in un magazzino torna la Carrozza dei Priori all'Unione (Foto)
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VITERBO - Un posto di tutto rispetto, dove potrà scintillare davanti agli occhi di chi si recherà a vedere iniziative e spettacoli. E magari potrà attirare l'attenzione di qualche turista, visto che nelle corde dell'amministrazione Arena c'è anche l'idea di rendere visitabile tramite biglietto anche l'Unione.

VITERBO – Sparita per quattro anni dai radar torna, con un colpo di teatro, la Carrozza dei Priori. Questa mattina è stata tirata fuori dal magazzino, dove è stata tenuta per quattro anni, e rimontata negli spazi del Teatro Unione.

Un posto di tutto rispetto, dove potrà scintillare davanti agli occhi di chi si recherà a vedere iniziative e spettacoli. E magari potrà attirare l’attenzione di qualche turista, visto che nelle corde dell’amministrazione Arena c’è anche l’idea di rendere visitabile tramite biglietto anche l’Unione.

Rimarrà un giallo il perché di questi quattro anni “di prigione”, decisi dall’amministrazione Michelini per questo pezzo di storia della città (datato 1700). Gli operai della ditta Grazini, incaricati del trasporto e montaggio, l’hanno rimessa in sesto e pulita di tutto punto, con specifici prodotti, rimuovendo il guano di piccione e lo sporco accumulato. 

La Carrozza dei Priori per lungo tempo è stata esposta nella sala della Madonna del Palazzo Comunale. In era Michelini la decisione di portarla via e quindi la collocazione in un magazzino comunale sulla Tuscanese. E’ rimasta lì, per tanto tempo, protetta solo da un telo di plastica. Alcune decorazioni in oro si sono staccate, il legno si è spaccato in certi punti. Fortunatamente la bella tappezzeria rossa all’interno è rimasta intatta.

Presenti all’arrivo all’Unione il sindaco Giovanni Arena e l’assessore Enrico Contardo, che ha seguito personalmente l’azione che ha riportato nei radar la carrozza. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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