Colpo alla mafia turca, in manette anche un viterbese. Otto arrestati nella Tuscia
bagnaia
800 Monastero
VITERBO - Arrestati anche a Vetralla, Nepi, Tuscania e Montefiascone. Tra gli arrestati c'è anche il viterbese Giorgio Meschini (30enne) e, secondo quanto emerso dalle indagini, autista del boss e uomo al suo servizio. 

VITERBO – La Tuscia teatro di una maxi operazione di polizia che ha portato all’arresto di 18 persone appartenenti, a vario titolo, alla mafia turca. Un’operazione di portata internazionale, che ha coinvolto le autorità turche, l’Interforze e l’Interpol, l’antiterrorismo e l’anticriminalità organizzata.

Otto gli arresti messi a segno nel Viterbese. Il più importante a Bagnaia con le manette scattate ai polsi del presunto boss Baris Boyun. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione all’alba di questo mercoledì 22 maggio, intorno alle 5 del mattino, nel suo appartamento di via Cardinal de Gambara (Bagnaia) dove si trovava ai domiciliari da qualche tempo.

Arrestati anche a Vetralla, Nepi, Tuscania e Montefiascone. Tra gli arrestati c’è anche il viterbese Giorgio Meschini (30enne) e, secondo quanto emerso dalle indagini, autista del boss e uomo al suo servizio. 

 “Quale componente l’associazione – si legge nell’ordinanza di 112 pagine -, fornisce un supporto logistico all’associazione trasportando gli associati e assistendoli negli spostamenti “necessari” e funzionali alle esigenze e scopi associativi sull’intero territorio nazionale, mettendo “a disposizione” l’auto a lui in uso per il trasporto di armi e denaro illecito”.

Il gip di Milano Roberto Crepaldi scrive sulla posizione di Meschini: “È evidente che il valore aggiunto di Meschini è certamente la conoscenza della lingua e del territorio. Non vi è dubbio che fosse consapevole dell’attività criminale svolta dai sodali e che abbia colto la dimensione plurisoggettiva dell’attività illecita, proprio durante i viaggi per il prelievo del denaro e delle armi, nel corso dei quali ha avuto modo di confrontarsi con gli altri sodali e di comprenderne ruolo e mansioni. Gli alti sodali non avevano remore ad aprirsi o ad affidargli il compito di recuperare e trasportare le armi, evidentemente considerandolo “uno di loro””.

Meschini è stato portato in carcere perché, secondo il gip, “il pericolo di fuga è evidentemente collegato al contesto associativo nel quale risulta inserito. Sussiste, in particolare, oltre al periodo di reiterazione di condotte analoghe, anche il pericolo che sfrutti le relazioni con eventuali altri correi rimasti in libertà per fuggire all’estero – anche in Europa – dove sono situate altre articolazioni della medesima associazione”.

Tutti gli arrestati sono indagati per associazione per delinquere aggravata anche dalla transnazionalità, banda armata diretta a costituire un’associazione con finalità terroristiche e a commettere attentati terroristici, detenzione e porto illegale di armi “micidiali” e di esplosivi, traffico internazionale di stupefacenti, omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Durante le indagini intercettazioni telefoniche e ambientali nei confronti del gruppo criminale, servizi di osservazione e pedinamento. 

I nomi degli arrestati

1. Akarsu Kerem, nato in Turchia

2. Aytekin Cemil, nato in Turchia

3. Bingol Okan, nato in Turchia

4. Boyun Baris, nato in Turchia

5. Boyun Ece, nata in Turchia

6. Burulday Abutalip, nato in Turchia e residente a Catania

7. Buyukkaplan Ozge, nata in Turchia

8. Cancin Friki Faith, nato in Turchia

9. Cogalan Firat, nato in Turchia e residente a Vetralla

10. Demir Bayram, nato in Turchia e residente a Nepi

11. Durmus Ahmet, nato in Turchia e residente a Vetralla

12. Gultepe Tolga, nato in Turchia e residente a Crotone

13. Kertlez Onal, nato in Turchia e residente in Svizzera

14. Meschini Giorgio, nato e residente a Viterbo

15. Ozcan Serkan, nato in Turchia e residente in Svizzera

16. Sahin Emrah, nato in Turchia e residente in Svizzera

17. Senci Caglar, nato in Turchia e residente a Tuscania

18. Simsek Sinan, nato in Turchia e residente in Svizzera

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
monastero interno
asvis 2
lafune_300 x 600
Onda
TdP_Inalazioni
domenicale post
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
POST FB 01
Foto Fisioterapy Center