Colpo al cuore di Villa Lante, danneggiato più di un metro della "fontana della catena"
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Un vento maledetto ha abbattuto un leccio secolare a Villa Lante, facendolo rovinare sulla "fontana della catena d'acqua". Il peperino interessato dall'impatto è andato in pezzi.

Colpo al cuore per Villa Lante. La “fontana della catena d’acqua” danneggiata per un metro e mezzo dalla caduta del leccio che venerdì mattina è stato buttato giù dalle forti raffiche di vento.

In frantumi l’ornatura di peperino che funzionava da argine al piccolo torrente d’acqua pensato per alimentare le fontane più in basso, in particolare quella dei Mori. I suggestivi riccioli sono stati spezzati dal peso dell’albero, che è stato tagliato e portato via nella giornata di sabato dall’attento lavoro degli operai.

Chiusa l’acqua che alimenta il particolare gioco di questo straordinario esempio di giardino all’italiana, realizzato nel Cinquecento dai cardinali Montalto e Gambara. Le visite al bene dello stato non sono state interrotte durante il fine settimana, ma limitate a solo la parte bassa. Per compensare la direzione ha disposto l’apertura dei pian terreno delle due palazzine, dove si trovano le stanze della caccia e della pesca.

Nella giornata di oggi è arrivata a Villa Lante la direttrice Tiziana Farina. Per sistemare la “fontana della catena” saranno necessari appositi stanziamenti.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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