Colpì arbitro con un calcio e un pugno. Squalificato per cinque anni
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PROCENO – Pugno duro del giudice sportivo nei confronti del calciatore che ha aggredito l’arbitro durante il match di terza categoria tra Real Monte Romano e Proceno.

PROCENO – Cinque anni di squalifica per il calciatore del Real Monte Romano che sabato scorso ha aggredito l’arbitro durante una partita di terza categoria.

Segue il comunicato del giudice sportivo Simone Rotellini, redatto con la collaborazione del sostituto giudice Marco Calandrelli e l’assistenza del rappresentante dell’Aia Francesco Celletti.

Al 25′ minuto del secondo tempo il giocatore numero 10 della società Real Monte Romano veniva espulso per aver proferito ripetutamente espressioni blasfeme e insulti rivolti ai tesserati dell’altra società. Dopo la notifica del provvedimento il calciatore aggrediva con violenza il direttore di gara colpendolo prima con un violentissimo calcio all’altezza del costato facendolo cadere a terra, poi, mentre tentava di rialzarsi, colpendolo con un violento pugno alla mandibola.

In conseguenza dell’aggressione e delle lesioni subite, il direttore di gara non era in grado di proseguire la partita, in quanto accusava un grande dolore al petto e alla cassa toracica e gravi difficoltà respiratorie per i quali veniva soccorso sul campo di gioco. Mentre l’arbitro era in terra, si avvicinava il numero 2 della società Monte Romano che lo insultava ripetutamente e lo minacciava.

Successivamente il direttore di gara era costretto a recarsi al pronto soccorso dell’ospedale di Acquapendente dove veniva refertato con venti giorni di prognosi in conseguenza della frattura della IX costa di destra e delle lesioni subite“.

Sanzioni sia per i calciatori che per la squadra ospite: partita persa per 3-0 e 50 euro di multa per il Real Monte Romano, squalifica fino al 19 dicembre 2024 per il giocatore che ha aggredito il direttore di gara e squalifica per due gare effettive per i giocatori del Real Monte Romano.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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