Colonnine Enel e Telecom, degrado e pericolo per la pubblica incolumità
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VITERBO – Su segnalazione di un nostro lettore abbiamo fatto un sopralluogo per le vie di Viterbo al fine di verificare lo stato di conservazione delle colonnine Enel e Telecom. Molte sono rotte, altre completamente aperte. Una situazione di degrado e, soprattutto, di pericolo da non sottovalutare.

VITERBO –  Su segnalazione di un  nostro lettore abbiamo fatto un sopralluogo per le vie di Viterbo al fine di verificare lo stato di conservazione delle colonnine Enel e Telecom.

Purtroppo lo spettacolo è desolante: molte sono rotte, altre completamente aperte.

Le colonnine rotte contribuiscono a creare un’immagine di degrado e abbandono, diventando ricettacolo di sporcizia.

Le colonnine aperte invece rappresentano un rischio per l’incolumità pubblica. Pensiamo a dei bambini che per gioco o per curiosità rischiano di rimanere folgorati.

Non capiamo come colossi economici come Enel e Telecom non dedichino maggiore attenzione alla cura e alla manutenzione delle colonnine che si trovano sul fronte strada. Ne vale anche della loro immagine.

Inoltre chiediamo al sindaco Arena,  massima autorità sanitaria locale e a cui competono, interventi e azioni tesi alla protezione della salute della comunità che rappresenta, di intervenire per riportare decoro, ma soprattutto, sicurezza.

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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