Coldiretti, la spesa preferita degli chef è nelle fattorie e nelle botteghe
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Il primo rapporto Coldiretti/Censis sigla proprio questa nuova collaborazione che vede, nel 2017, il 39% dei ristoratori affidarsi a piccole aziende locali, il 34% che preferisce i grossisti e il 21% che ricerca i propri ingredienti nei mercati rimarcando la scelta di affidarsi a realtà magari più piccole che però garantiscono salute e territorialità sulle nostre tavole.

La grande voglia di benessere e di alimenti salutari a tavola la fa da padrona anche negli acquisti dei grandi chef che scelgono di mettere in pentola la qualità dei piccoli fornitori, delle fattorie e delle botteghe con prodotti home made.

Il primo rapporto Coldiretti/Censis sigla proprio questa nuova collaborazione che vede, nel 2017, il 39% dei ristoratori affidarsi a piccole aziende locali, il 34% che preferisce i grossisti e il 21% che ricerca i propri ingredienti nei mercati rimarcando la scelta di affidarsi a realtà magari più piccole che però garantiscono salute e territorialità sulle nostre tavole.

Questo primo rapporto sulla ristorazione organizzato da Coldiretti presentato a Cernobbio al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, pone l’accento proprio sull’esclusività dei prodotti alimentari italiani, diventati ormai un tassello strategico molto importante per il successo del settore e fornisce una statistica molto precisa su quali tipi di alimenti sono preferiti ad altri all’interno di botteghe e fattorie: i ristoranti di cucina regionale, le pizzerie e i luoghi specializzati nella lavorazione della carne sono quelli a più alta densità di acquisto di prodotti nelle aziende agricole, i ristoratori che si occupano di cucina di pesce preferiscono l’ingrosso e tutta quella serie di locali dedicati al biologico e al vegano si riforniscono, prevalentemente, in mercati di zona per l’acquisto di verdure e legumi.

I prodotti più acquistati presso gli agricoltori sono l’olio, il vino, la frutta,la verdura, i formaggi e la carne riportando alla luce anche vecchi piatti della tradizione che diventano sempre più i protagonisti delle nostre tavole.

Un aiuto a chi vuole saperne di più è possibile trovarlo scaricando la app Farmerforyou, che permette di accedere a tutta la rete di Campagna Amica, il più grande circuito europeo di vendita diretta e di ristorazione degli agricoltori: è possibile organizzare un bel weekend in un agriturismo dedicato, trovare i mercati e le fattorie di Campagna Amica e le botteghe dove è possibile acquistare il vero vino made in Italy.

Mangiare e comprare alimenti della propria terra è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e alla cura del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno forte all’economia e all’occupazione locale. Mangiare locale è diventa così, una responsabilità che si diffonde sempre più nei cittadini e nei cuochi che scelgono di valorizzare la propria terra e i suoi frutti, acquistando in quelle piccole realtà che fanno parte ormai del tessuto alimentare più importante del nostro Bel Paese.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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