Coldiretti, alleanze di qualità sul filo Viterbo-Reggio Emilia
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REGGIO EMILIA- Nasce il gemellaggio tra l’ Associazione Senior Per Sempre della Federazione Coldiretti Viterbo e della Federazione Coldiretti Reggio Emilia.

REGGIO EMILIA- Nasce il gemellaggio tra l’ Associazione Senior Per Sempre della Federazione Coldiretti Viterbo e della Federazione Coldiretti Reggio Emilia. In occasione del Villaggio Coldiretti di Milano del mese di luglio, il Presidente dell’associazione, Vannino Cappelloni, ha organizzato una due giorni di visite nel capoluogo dell’Emilia Romagna.

La nutrita delegazione dei Senior di Viterbo ha incontrato i colleghi emiliani alla presenza del Presidente Pensionati Nazionale, Giorgio Grenzi, del Vice delegato Pensionati Nazionale, Eugenio
Torchio, della neo nominata Direttrice di Reggio Emilia, Maria Cerabona, e del Presidente, Livio Motti. Ad accoglierli, Nicola Chiumento che, dopo una pluriennale attività a Viterbo come
Responsabile provinciale Epaca, ormai vive e lavora da quasi due anni in Emilia Romagna.

Durante l’incontro sono state affrontate diverse tematiche di ordine politico-sindacale; tema centrale la rete di collaborazione all’interno del mondo Coldiretti che trova sua massima espressione nei Villaggi Coldiretti. “La collaborazione tra soci ed organizzazione è fondamentale
per comprendere quali sfide intraprendere a difesa dell’agricoltura italiana” ha affermato Vannino Cappelloni, Presidente Senior Per Sempre Coldiretti Viterbo “dobbiamo sempre tenere a mente
che il settore agricolo è un volano per l’economia italiana.

L’agroalimentare italiano ed il Made in Italy, quindi, diventano parole chiavi per la crescita del nostro paese”. Cappelloni è stato sostenuto da tutti i colleghi emiliani; ed infatti la creazione di un gemellaggio è nata in maniera
spontanea per la volontà di raggiungere gli stessi obiettivi e avviare diverse attività insieme.

La visita, poi, è continuata con la partecipazione all’inaugurazione del Villaggio Coldiretti a Milano che si è svolta dal 4 al 6 luglio in Piazza Castello con un’esposizione e vendita di prodotti agroalimentari tipici, provenienti dalle aziende di Campagna Amica di tutta Italia. Dopo l’evento di apertura, che ha visto susseguirsi sul palco molti rappresentanti del mondo politico, imprenditoriale e sociale del nostro paese, il gruppo di “viterbesi” ha potuto visitare i vari stand e prendere parte ai vari eventi organizzati per i visitatori.

Il giorno successivo, nel ritorno a casa, la delegazione si è fermata a Fidenza per la visita del Caseificio Sociale Coduro, che realizza Parmigiano Reggiano di altissima qualità dai primi anni Sessanta; una storia lunga quasi mezzo secolo, caratterizzata da professionalità, esperienza ed amore per il proprio lavoro. I nostri soci hanno potuto vedere come si realizza uno tra i migliori prodotti italiano e, dopo, ne ha anche potuto degustare.

Con la visita all’Abazia di Chiaravalle della Colomba, il tour si conclude ed ognuno torna alle sueattività giornaliere.
Ma rimane, nei ricordi dei partecipanti, l’insieme di esperienze, racconti, colori e profumi di questa gita ben organizzata da Vannino Cappelloni.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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