Codacons e Sgarbi: "Riaprire i musei in tutta Italia". Presentano un ricorso al Tar del Lazio
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ROMA - Il critico d’arte vittorio Sgarbi con ordinanza ha disposto che il museo di Sutri resti aperto nonostante il divieto del Dpcm.

ROMA – Con un ricorso depositato oggi al Tar del Lazio il Codacons chiede la riapertura immediata dei musei in tutta Italia.

L’iniziativa legale – alla quale partecipa il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi, firmatario del ricorso – arriva dopo la vittoria ottenuta dall’associazione dinanzi al Tar di Bari che ha portato alla riapertura delle scuole in Puglia, e mira a raggiungere lo stesso risultato.

Con il ricorso si chiede di sospendere il Dpcm del 3 novembre 2020, nella parte in cui, all’art. 1, comma 9, lettera r), prevede: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: r) sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.

“Col cosiddetto ‘decreto Colosseo’ l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura è considerato servizio pubblico essenziale, come la scuola, la sanità e i trasporti, ai quali si applicano i livelli delle prestazioni essenziali – scrive il Codacons nel ricorso -. Il servizio pubblico essenziale è quello di cui la collettività non può in nessun caso fare a meno (cfr. Corte Cost. n. 31/1969), difatti lo stesso ordinamento ne vieta l’interruzione (il riferimento è all’art.340 codice penale).

“È evidente – prosegue il ricorso – che il Dpcm 3 novembre 2020, che prevede la sospensione delle mostre e dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, contrasti con le disposizioni che qualificano come servizio pubblico l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura. In alternativa, lo stesso avrebbe dovuto essere regolamentato in base alla suddivisione delle aree (rossa, arancione e gialla), assegnata in relazione al grado di rischio al quale i cittadini sono esposti. Di conseguenza, il decreto in parola avrebbe dovuto differenziar le modalità di fruizione del servizio in base al colore assegnato a ciascuna regione […]”.

“Il Dpcm impugnato – si legge ancora nel ricorso del Codacons – non considera che l’accesso ai musei, se regolamentato con ingressi contingentati e termini temporali di accesso, nel rispetto delle raccomandazioni del Cts nonché delle relative linee guida, se applicate con severità e controllo non possono contribuire alla diffusione del virus”.

L’associazione sottolinea poi le gravi disparità di trattamento introdotte dal Dpcm, laddove per gli spettacoli televisivi aperti al pubblico non prevede alcuna sospensione, così come non chiude le scuole che, giustamente, essendo luoghi di produzione di cultura e formazione al pari dei musei, restano aperte nelle classi iniziali pur essendo rischiosissime per i contagi.

Per tali motivi il Codacons, assieme al sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi, ha chiesto al Tar del Lazio di sospendere il Dpcm del 3 novembre 2020 nella parte in cui, illegittimamente e in modo del tutto discriminatorio, prevede la chiusura di tutti i musei sul territorio italiano.

Il critico d’arte vittorio Sgarbi con ordinanza ha disposto che il museo di Sutri resti aperto nonostante il divieto del Dpcm.

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