

CNA – Sette decenni di storia non si festeggiano ogni giorno, e a Viterbo hanno deciso di farlo nel posto più solenne possibile: la sala Alessandro IV di Palazzo dei Papi. Un luogo che trasuda storia e che ha fatto da cornice perfetta per i primi 70 anni della Cna di Viterbo e Civitavecchia. Una serata carica di emozioni, istituzioni, volti noti e, soprattutto, quel profumo di lavoro artigiano che è il vero DNA dell’associazione.
Una festa che guarda al futuro
Non solo celebrazione del passato, dunque, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. Dal 1956 al 2026, l’associazione ha fatto molta strada, trasformandosi in un pilastro imprescindibile per il tessuto economico locale. A fare gli onori di casa, il presidente Alessio Gismondi e il segretario Attilio Lupidi, che hanno accolto una platea che ha visto alternarsi sul palco autorità civili, militari e le massime cariche della Cna, tra cui il presidente nazionale Dario Costantini.
La sindaca Chiara Frontini ha aperto la sfilata dei saluti istituzionali, consegnando una targa celebrativa che rende omaggio a “settant’anni di storia al servizio dell’artigianato e della piccola impresa”.
L’emozione del ricordo e la lezione di Petroselli
Il cuore pulsante dell’evento è stato l’intervento del presidente Gismondi, che ha ripercorso le tappe di una corsa lunga 70 anni: dal 1956, quando Salvatore Ercoli mise il primo mattone dell’allora Upav, fino al coraggioso matrimonio tra Viterbo e Civitavecchia nel 2012.
Ma è nel ricordare Luigi Petroselli — giovane giornalista e primo segretario della Cna, poi diventato uno dei sindaci più amati di Roma — che la sala si è fatta silenziosa. Citare Petroselli significa parlare di una “politica dell’uomo che studia la realtà per renderla più giusta”. Gismondi ha centrato il punto: “L’artigianato non è soltanto un modo di lavorare. È un modo di guardare il mondo”.
Arte e “Carrambate”
La cultura ha avuto il suo spazio grazie all’attore Pino Quartullo, che ha interpretato con maestria “Il banchetto del ciabattino” di Fabio Stassi, unendo il mondo del fare a quello del raccontare. Momento di pura emozione, poi, quando il segretario Lupidi ha chiamato sul palco Andreina La Bella, dipendente dell’associazione prossima alla pensione, consegnandole dei fiori tra gli applausi scroscianti di una platea visibilmente commossa.
“Se oggi siamo un punto di riferimento — ha sottolineato Lupidi — il merito è di questa squadra, fatta di imprenditori, dipendenti e pensionati che lavorano anche nell’ombra”.
Il plauso del nazionale
A chiudere la serata, le parole del presidente nazionale Dario Costantini, che non ha risparmiato complimenti alla compagine locale: “La vostra è una Cna ottima per i risultati economici che sta ottenendo. Non siete in tanti, in Italia, a essere così bravi”.
Un’investitura pesante quella di Costantini, che ha poi lanciato un auspicio con il sorriso: “Mi auguro di tornare qui tra trent’anni, per il vostro centenario, magari da pensionato. Perché il vero successo di questa associazione — ha concluso — è saper passare il testimone a chi verrà dopo, proprio come è stato fatto con noi”.
Viterbo, intanto, si gode questa tappa storica, consapevole che l’artigianato resta la spina dorsale di un territorio che, nonostante le crisi e i tempi che cambiano, continua a costruire il proprio domani con le mani e con la testa.

























