CNA: “Sanificazione, aumenta la confusione. Il governo chiarisca con urgenza"
Luigia Melaragni
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VITERBO - CNA: “Sanificazione, aumenta la confusione. Il governo chiarisca con urgenza, anche per consentire alle imprese di utilizzare il credito d’imposta per gli interventi di contrasto del virus”.

VITERBO – “È sempre più urgente un chiarimento del governo sulla questione della sanificazione degli ambienti di lavoro. In materia, continuano a sussistere, purtroppo, interpretazioni scorrette, che rischiano di far sprecare alle imprese risorse ingenti per attività che non hanno alcuna efficacia rispetto al contrasto del virus”. Lo sostiene la CNA, che torna su un tema ripetutamente sollevato nelle ultime settimane.

“Il termine sanificazione utilizzato dai vari Protocolli e Linee guida è
contradditorio e induce confusione con le indicazioni di disinfezione
pubblicate dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di sanità.

E sono proprio le indicazioni di disinfezione continua e attenta dei
luoghi di lavoro con i prodotti indicati come efficaci contro il virus
Covid-19 che possono salvaguardare la salute dei lavoratori e dei
terzi, clienti o fornitori che siano. I datori di lavoro – sottolinea
l’Associazione – hanno la necessità di ottenere indicazioni chiare e
univoche senza doversi districare, con esiti incerti e talvolta pericolosi, in questa giungla di comunicazioni e normative”.

Insomma, la CNA chiede che il governo chiarisca finalmente, in maniera univoca, che le attività di pulizia e la disinfezione quotidiana con le procedure e i prodotti indicati dal Ministero della Salute sono le uniche considerate valide ed efficaci nel contrastare la diffusione del virus e che i relativi costi che le imprese sono chiamate a
sostenere saranno riconosciuti come credito d’imposta.

Il chiarimento – evidenzia la CNA di Viterbo e Civitavecchia – è ancora più urgente dopo la pubblicazione del decreto Rilancio, che prevede, appunto, un credito d’imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute nel
2020 per la “sanificazione degli ambienti di lavoro” e degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività lavorativa, oltre che per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di sicurezza (dai termoscanner ai pannelli protettivi) nonché di prodotti detergenti e disinfettanti, fino a un importo massimo di 60mila euro.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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