CNA: “Coronavirus, è caos riaperture. Fare subito chiarezza”
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ROMA - “In tempi tanto drammatici come quelli che stiamo vivendo, la linea di comando deve essere veloce, corta e non mostrare incertezze. Eventuali errori verranno giudicati dalla storia, ma la mancanza di ordini - conclude la CNA - non sarebbe perdonabile dagli stessi contemporanei”.

ROMA – “Sta creando sconcerto la notizia che da oggi alcune industrie, anche non funzionali ad assicurare la continuità delle attività non sospese, riavvieranno la produzione sulla base delle autorizzazioni rilasciate dai Prefetti. Nomi importanti del Made in Italy, operanti in prevalenza nel comparto del lusso, godrebbero di una autorizzazione specifica per riavviare l’attività. Eppure tutte le imprese, a cominciare dalle più piccole, appartenenti ai diversi settori
produttivi, hanno espresso il bisogno di riaprire e sono in attesa di indicazioni chiare. Assistiamo invece ad un processo disordinato e incomprensibile, apparentemente scollegato dai principi del DPCM del 10 aprile, affidato all’iniziativa dei singoli e alle valutazioni discrezionali.

Non è questo di cui c’è bisogno per contenere l’angoscia che sta assalendo gli imprenditori e per ridare speranza al
Paese”. È ciò che sostiene la CNA.

Secondo l’Associazione, “è necessario che il governo riprenda in mano la gestione della politica economica, sottraendola all’improvvisazione delle Regioni e all’arbitrio dei Prefetti, e definisca, con la massima urgenza e chiarezza, tempi e principi tesi a garantire la sicurezza cui attenersi per consentire all’Italia di riavviare i motori”.

“In tempi tanto drammatici come quelli che stiamo vivendo, la linea di comando deve essere veloce, corta e non mostrare incertezze. Eventuali errori verranno giudicati dalla storia, ma la mancanza di ordini – conclude la CNA – non sarebbe perdonabile dagli stessi contemporanei”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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